Dall’Onu misure anti Isis. Obama, “non siamo in guerra con l’Islam” ma “non si può negoziare con il male”

Minaccia terroristica a NY destinata ad aumentare nei prossimi mesi

onuIl capo della polizia di New York, Bill Bratton, lancia l’allarme – “Siamo in uno dei periodi più pericolosi mai visti dall’11 settembre di tredici anni fa, la minaccia terroristica è destinata sfortunatamente ad aumentare nelle prossime settimane e nei prossimi mesi”. Secondo il presidente USA, l’Isis  “deve essere distrutto”, non ci sono alternative. “Non è una guerra all’Islam”, ma “non si può negoziare con il male”.

Barack Obama lo ha dichiarato ieri  dalla tribuna del Palazzo di Vetro dell’Onu. Ma negli stessi momenti in cui il presidente parlava, i jihadisti rilanciavano la sfida postando in rete un nuovo, atroce video per mostrare al mondo un’altra decapitazione, quella dell’ostaggio francese Hervé Gourdel, rapito domenica in Algeria. Il consiglio di sicurezza dell’Onu ha presentato all’unanimità una risoluzione che vincola tutti i Paesi a fare il possibile per frenare il flusso di jihadisti stranieri.

Intanto è arrivato anche un messaggio da Abu Sayyaf, il gruppo radicale islamico delle Filippine, che a sua volta minaccia di uccidere due ostaggi tedeschi nelle proprie mani se Berlino continuerà a sostenere gli Usa contro l’Isis. I nuovi messaggi arrivano due giorni dopo “l’ordine” lanciato dall’Isis a tutti i suoi sostenitori di uccidere “i miscredenti, in qualunque modo”. E poche ore dopo una seconda ondata di raid aerei americani: uno contro le strutture dello Stato islamico in Siria. Raid che hanno già raggiunto un primo scopo, secondo il segretario di Stato Usa John Kerry: “Li abbiamo fermati“, ha affermato. Ma la campagna contro di loro, ha assicurato, andrà avanti “per un certo periodo di tempo, e in diverse forme”.

Sulla scia di questi risultati, Olanda e Belgio hanno fatto sapere di essere pronti a mettere a disposizione i loro F-16 per la lotta all’Isis, mentre si profila anche una partecipazione attiva della Gran Bretagna, dopo che il premier David Cameron ha riconvocato il Parlamento di Westminster proprio per discutere dell’intervento militare di Londra contro l’Isis. E pure la Francia non intende certo arretrare dopo la barbara uccisione di Gourdel. “La mia determinazione è totale, e quest’aggressione la rafforza. Continueremo a lottare contro il terrorismo dappertutto”, ha dichiarato  Francois Hollande.

Sono ormai “oltre 40 i Paesi che si sono offerti di unirsi alla nostra coalizione”, ha sottolineato da parte sua Obama nel suo discorso all’Onu. Ma bisogna fare di più. “Chiedo al mondo di unirsi al nostro sforzo”, rivolgendo un appello globale. “Questo non è uno scontro di civiltà”, ha aggiunto il presidente Usa, sottolineando che “l’Islam insegna la pace e milioni di musulmani-americani fanno parte del nostro Paese” e di certo “gli Stati Uniti non saranno mai in guerra contro l’Islam”.

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