De Magistris: sono sereno, arrabbiato, indignato, offeso, ma sereno, ho fatto il mio dovere

Dopo la condanna, il sindaco di Napoli è pronto a difendersi e attacca i poteri forti

de magistris luigi30 settembre –  In un’intervista rilasciata ai microfoni de “L’Espresso”, il sindaco di Napoli Luigi De Magistris difende strenuamente la sua posizione a seguito della condanna ad 1 anno e 3 mesi per abuso d’ufficio in merito all’inchiesta Why Not, dichiarando apertamente l’intento di “rendere pubblici i verbali sui poteri forti che vogliono la mia fine”.

Tra quest’ultimi ci sarebbero anche nomi noti della politica italiana che ancora oggi ricoprono ruoli apicali, e nelle sue dichiarazioni non risparmia nemmeno il Presidente della Repubblica Giorgio Napolitano che, a suo modo di vedere “è stato protagonista di ingiustizie profonde” nei suoi confronti.

Il sindaco si dichiara offeso da quanto accaduto in questi giorni, ma al tempo stesso rimarca la sua innocenza dichiarandosi all’oscuro in merito al fatto che quelle utenze potessero essere riconducibili a dei parlamentari. Nel corso dell’intervista, ha infatti sottolineato: “Io vengo condannato per aver disposto con decreto ad un consulente tecnico l’acquisizione di determinate utenze individuate, ovviamente, dal consulente tecnico. Lui mi da i numeri e secondo i giudici io attraverso quei numeri, dove non c’era indicato del parlamentare Tizio o Caio, dovevo sapere che erano di parlamentari? Una follia. Poi, nel momento in cui il consulente mi ha detto che si trattava di numeri di parlamentari, mi sono fermato e ho attivato le procedure per ricevere le autorizzazioni dal Parlamento. Inoltre, le intercettazioni non sono state neanche usate quindi non c’è danno, non c’è reato, non c’è nulla”.

Infine, garantisce ancora una volta che non si dimetterà e che nel caso in cui dovesse arrivare la sospensione per l’applicazione della legge Severino farà il sindaco di strada in mezzo alla gente: “metterò aiuole, riempirò buche”.

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