Al Vebo prima uscita tra la gente per Luigi de Magistris che  si definisce il “sindaco sospeso e liberato” di Napoli

“Sindaco non mollare” con queste parole espositori e pubblico della fiera della bomboniera, regalo e casa, esternano il proprio consenso a de Magistris

deMagistris VEBONapoli, 3 ottobre – “Non temo nulla, gli attacchi della politica e della magistratura mi hanno rafforzato, ho la serenità di averci sempre messo la faccia e le mani nel fuoco e non me le sono mai bruciate”. Esordisce così il “sindaco sospeso e liberato”, come si autodefinisce, Luigi de Magistris a chi, durante l’apertura del Vebo – il salone della bomboniera, dell’articolo da regalo e della casa, in programma a Napoli sino a lunedì 6 ottobre – gli chiede di non mollare.

La sua presenza alla Mostra d’Oltremare per partecipare alla fiera internazionale era già in programma da tempo e quindi chiarisce: “Avevo dato la mia parola agli organizzatori di una partecipazione istituzionale e quindi intendevo onorare l’impegno assunto, ma il Comune è rappresentato a Vebo dall’assessore Monia Aliberti: io sono qua come sindaco sospeso e liberato”.

All’inaugurazione, infatti, l’assessore alla Comunicazione e Promozione della Città arriva con puntualità e, dopo aver visitatola fiera, ha dichiarato: “Napoli ha bisogno di vetrine di valore internazionale come questo salone della Bomboniera  che riproduce le capacità artigiane e produttive del nostro territorio. Eventi così servono per portare Napoli ad un livello internazionale che merita al pari delle grandi città europee”.

De Magistris accompagnato da Luciano Paulillo, organizzatore dell’evento ed Andrea Rea, presidente della Mostra d’Oltremare, seguito da giornalisti, fotografi e cineoperatori nella sua prima uscita pubblica, ha visitato i sei padiglioni del quartiere fieristico della Mostra d’Oltremare e gli oltre 230 espositori presenti. Al termine del percorso parla ancora: “Non mollerò mai, fino alla morte. Oramai sono a 110 procedimenti penali contro di me e so che ne arriveranno altri. La Coppa America? L’ho appreso dai mezzi di comunicazione. In questa città rispetto chi ci mette la faccia e qui al Vebo, a vedere quante realtà produttive sono presenti e l’impegno degli organizzatori, posso dire di sentirmi tra la mia gente e i miei cittadini”.

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