Ebola arriva in Europa: falla del sistema sanitario spagnolo

Per il ministro della Salute Lorenzin l’Italia è pronta ad affrontare l’emergenza. Richiesti fondi da destinare all’Usmaf per aumentare ulteriormente i controlli alle frontiere

EBOLAEbola è arrivata ufficialmente in Europa, la prima persona ad essere stata infettata al di fuori dei confini africani è una infermiera spagnola, che ha contratto il virus assistendo i due missionari che furono rimpatriati dalla Sierra Leone e ricoverati nell’ospedale di Alcorcon al Carlo III-La Paz per ricevere le cure necessarie: Miguel Pajares, di 75 anni, e Manuel Garcia Viejo, di 69 anni, entrambi religiosi dell’ordine di San Juan de Dios , poi deceduti rispettivamente il 12 agosto e il 26 settembre scorsi.

L’infermiera di 44 anni di Madrid, è stata ricoverata ieri con la diagnosi conclamata di Ebola nonostante già dal 30 settembre avesse presentato i primi sintomi di febbre, anche se mai elevata. Fino al giorno del ricovero ha condotto una vita normale, uscendo e incontrando altra gente, anche perché in vacanza e per questo motivo è stata redatta una lista di tutte le persone con cui è stata a contatto per attivare le misure di isolamento e quarantena. È lo stesso coordinatore del Centro di Allerta ed emergenze del ministero della Sanità spagnola, Fernando Simon, ad ammettere che – “esiste la possibilità che qualcuna delle persone entrate in contatto con lei si siano infettate”.

Oltre l’infermiera di Madrid, ieri sono state ricoverate altre tre persone al’ospedale Rafael Perez-Santamarina per essere poste sotto osservazione, tra cui il marito dell’infermiera contagiata ma che al momento non presenta alcun sintomo. Gli altri pazienti sono una infermiera con sintomi di diarrea, ma non febbre e che faceva parte del gruppo di sanitari che ha assistito i due missionari rimpatriati dall’Africa e deceduti in Spagna; un turista di origini nigeriane, giunto con un volo internazionale proveniente dall’Africa occidentale. Al momento la donna viene trattata con il siero della suora Paciencia Melgar giunta in Spagna il 25 settembre,  guarita dal virus che aveva contratto in Liberia assistendo il missionario Miguel Pajares.

Le rassicurazioni dei Governi del vecchio continente e della stessa OMS, l’Organizzazione Mondiale della Sanità, che ha sostenuto da subito che fosse molto improbabile che il temuto visus mortale potesse sconfinare le frontiere africane, a quanto pare sono state smentite dai fatti. Si è puntato il dito sull’enorme afflusso di immigrati clandestini che giungendo via mare dalle coste africane avrebbero rappresentato il vettore con cui il virus sarebbe giunto prima o poi in Europa, ed invece la falla si è creata direttamente nella sanità pubblica, la stessa che avrebbe dovuto garantire sicurezza sanitaria per i propri cittadini.

Contro il Governo si schierano gli stessi operatori sanitari spagnoli che in protesta davanti all’ospedale La Paz di Madrid hanno chiesto le dimissioni del ministro della Sanità.  – “Alcuni grandi Paesi non stanno ancora facendo abbastanza nella lotta all’ebola” ha affermato il Presidente degli USA Barack Obama, invitando tutti i leader mondiali ad attivarsi in questa emergenza sanitaria internazionale – “perché tutti facciano di più” ha concluso Obama.

La Commissione Europea ha chiesto chiarimenti al Governo spagnolo chiedendo di individuare le cause che hanno determinato la falla nel sistema sanitario causando il contagio di un’infermiera in un reparto in cui bisognerebbe garantire l’assoluto isolamento dei soggetti affetti da virus altamente contagiosi e letali.

Il ministro della Salute Beatrice Lorenzin in corso dell’audizione in Commissioni riunite Esteri e Affari Sociali della Camera dei Deputati ha chiesto al Governo di aumentare nella legge di Stabilità i fondi da destinare all’Usmaf, gli uffici di Sanità Marittima, Aerea e di Frontiera del Ministero della salute – “al fine di aumentare i controlli presso porti e aeroporti , c’è l’esigenza di un rafforzamento dei sistemi di controllo” ha precisato il ministro in virtù di quanto si sta verificando. – “L’Italia è pronta ad affrontare l’isolamento, il contenimento e la gestione di queste epidemie” ha in ogni caso rassicurato il ministro Lorenzin.

L’intervista al ministro a cura di VISTA Agenzia Televisiva Parlamentare

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