Sentenza Why Not: condannati per “Una violazione comune e consapevole delle disposizioni di legge”

Le motivazioni del Tribunale di Roma per la condanna di Luigi De Magistris

de magistris luigiRoma, 8 ottobre – “Una violazione comune e consapevole delle disposizioni di legge” sarebbe all’origine della condanna ad un anno e tre mesi per Luigi De Magistris ed il consulente informatico Gioacchino Genchi, in merito all’inchiesta Why Not.

Lo scrive infatti il Tribunale di Roma annoverandola tra le motivazioni della condanna emessa lo scorso 24 settembre, in riferimento al periodo in cui De Magistris era pubblico ministero a Catanzaro ed in quanto tale titolare dell’inchiesta Why Not.

Nelle 90 pagine di motivazioni, si legge infatti che “la prova della collusione tra il pm de Magistris ed il consulente tecnico Genchi viene desunta non da sospetti o illazioni, ma da un contesto univoco”, in cui è stato “perseguito pervicacemente l’obiettivo immediato e finale di realizzare la conoscibilità dei dati di traffico dei parlamentari non chiedendo l’autorizzazione alla camera di appartenenza pur di acquisire con urgenza i tabulati”. “L’obiettivo degli imputati – come si legge inoltre nelle motivazioni – non era quello investigativo, ma disattendendo le norme, era quello di conoscere il traffico dei parlamentari tramite l’acquisizione di tabulati: attività illecita perché dolosamente inosservante della legge Boato”.

Dal canto suo Massimo Ciardullo, avvocato difensore di De Magistris ha prontamente dichiarato che: “Non si comprende come si possa sostenere che il mio assistito volesse arrecare danno ai parlamentari in questione, posto solo che acquisì involontariamente i loro numeri di telefono. Siamo fiduciosi per il giudizio di appello: la sentenza sarà ribaltata in quanto il reato non sussiste né dal punto punto di vista soggettivo, né da quello oggettivo”.

Le motivazioni della sentenza sono state commentate questa mattina anche da Tommaso Sodano il quale ha dichiarato che si tratta di “una partita che si gioca nelle aule di tribunale” ma in cui si ritiene assolutamente tranquillo del fatto che “De Magistris giocherà quella partita con la convinzione e la certezza della sua totale estraneità e rettitudine. Dimostrerà il suo impegno costante a difesa dei valori costituzionali”.

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