Setola, il killer della camorra si pente, al boss Letizia: “Giovà so che non sei d’accordo, ma a malavita è finita”

Appello affinchè la sua famiglia sia protetta

setolaNapoli, 8 ottobre – Giuseppe Setola, killer affiliato ai casalesi, il 1 ottobre confessa l’omicidio dell’imprenditore Domenico Noviello avvenuto nel 2008 nei pressi di Castel Volturno. Non si pente, troppo timore per le conseguenze. Poche ore fa la svolta. A Santa Maria Capua Vetere (CE), un forte gesto quello di Setola che durante il processo per l’assassinio di Noviello afferma di voler cooperare con gli inquirenti diventando un collaboratore di giustizia.

La camorra non perdona e questo Setola lo sa, la sua ultima dichiarazione in videoconferenza dal carcere di Opera è una richiesta accorata per la sua famiglia fortemente a rischio di rappresaglia da parte del clan dei Bidognetti, uno dei cinque gruppi componenti il clan dei Casalesi: “Salvateli!, altrimenti li uccidono”.

Setola rivolge un ulteriore appello al suo “collega criminale”, Giovanni Letizia, un appello che si presenta come un piccolo tassello di un grande mosaico volto al miglioramento di una società stanca delle pretese malavitose: “Giovà so che non sei d’accordo, ma a malavita è finita“.

 

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