Patrick Modiano, premio Nobel per la Letteratura 2014. A far da sfondo le atrocità di Auschwitz

Dario Fo: “È uno scrittore che ha dimostrato nei suoi temi e nella sua scrittura un coraggio inaudito, perché ha trattato anche cose amare, disperate e soprattutto molte volte non esaltanti”

Patrick ModianoPatrick Modiano è del vincitore del 120° Premio Nobel per la Letteratura. Nel giovedì della settimana dei Nobel dedicato alla letteratura, lo scrittore e sceneggiatore francese è stato insignito del prestigioso premio. “Sono felice, ma trovo tutto questo bizzarro”, ha dichiarato Modiano dopo aver appreso la notizia.

È lui ad essere stato scelto tra 210 scrittori candidati in tutto il mondo, è lui che 18 giurati dell’Accademia Reale Svedese hanno annunciato alle 13 precise come vincitore. E ha battuto così su tutta la linea a stragrande sorpresa autori come il giapponese Haruki Murakami, in corsa da quattro anni, e il drammaturgo keniota Ngugi Wa Thiong’o, altamente quotati dai bookmaker internazionali.

Per l’arte della memoria con la quale ha evocato i destini umani più inafferrabili e svelato la vita reale durante l’Occupazione”, cita la motivazione ufficiale. La Francia, e Parigi in particolare, occupata dai nazisti durante la Seconda Guerra Mondiale è, infatti, l’ambientazione prediletta di Modiano. Uno scrittore che fa della memoria e della ricerca della propria identità i temi portanti delle sue opere.

Nato il 30 luglio 1945 a Boulogne-Billancourt da padre ebreo di origini italiane e madre belga, ha vissuto sulla propria pelle la sofferenza di un periodo storico così controverso. Il padre Albert fu arrestato nel 1943 dalle SS e riuscì ad evitare la deportazione grazie ad alcune conoscenze tra i collaborazionisti. E a lui spesso sono ispirati i protagonisti dei libri di Modiano. Oscuri, ambigui e contraddittori rappresentano spesso la figura dello straniero, dell’esule, dell’ebreo.

Un esempio per tutti il romanzo “Un pedigree”, che racconta la storia della sua famiglia ebrea. A proposito di questo libro in particolare, l’autore stesso ha raccontato: “Scrivo queste pagine come si redige un verbale o un curriculum vitae, a titolo documentario e certo per farla finita con una vita che non è la mia. Non si tratta che di una semplice pellicola di fatti e di gesti.”

Sulla stessa scia si instaura anche “Dora Bruder”, la vicenda di una ragazzina ebrea vittima delle atrocità di Auschwitz, con cui ha vinto il Premio Bottari Lattes Grinzane nel 2012.

Nel 1978, invece, gli è stato assegnato il Prix Grancourt per il romanzo “Rue des boutiques obscures” e, tornando più indietro nel tempo, nel 1967, il premio Roger Nimier in merito a “La place de l’Étoile”. Suo primo vero romanzo, questo fu pubblicato grazie all’aiuto di Raymond Queneau, scrittore e amico della madre, che anche quando il successo tardava ad arrivare e fioccavano le critiche non smise mai di credere in lui.

Non ho mai pensato di fare niente altro che non fosse scrivere, ma gli inizi sono duri e preferisco non leggere i miei primi libri. Non è che non mi piacciano, ma non riconosco me stesso, come un vecchio attore che si rivede mentre interpreta un ruolo da giovane”, ha dichiarato in un’intervista lo stesso Modiano. E parlando di attori e di film come dimenticare il suo ruolo di sceneggiatore che gli ha fatto portare sul grande schermo romanzi come “Villa triste”, “Il profumo di Yvonne” e “Cognome e nome: Lacombe Lucien” (con il titolo abbreviato di “Lacombe Lucien”).

Uno scrittore a tutto tondo, dunque, Patrick Modiano, autore anche del testo di una celebre canzone di Françoise Hardy. Una figura che nella sua complessità e nel turbine degli stimoli offertigli dalla vita si presenta come uno degli scrittori contemporanei più sconvolgenti. “È uno scrittore che ha dimostrato nei suoi temi e nella sua scrittura un coraggio inaudito, perché ha trattato anche cose amare, disperate e soprattutto molte volte non esaltanti. I suoi temi rappresentano il coraggio di andare oltre la facile elencazione dei fatti andando in profondità”, dice di lui l’illustre collega Dario Fo.

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