Studenti in piazza: #LaBuonaScuola di Renzi non piace. “Chi difende un proprio diritto è un sovversivo?”

Jobs Act e riforma Giannini: 4000 ragazzi in piazza per il proprio futuro. La Napoli degli studenti risponde così alle “riforme, tutto fumo e poca sostanza”, e i lavoratori?

no alla buona scuola di renziNapoli, 10 ottobre – Studenti manifestano contro il Governo Renzi e #LaBuonaScuola. L’incontro era previsto alle ore 9:00, la partenza mezz’ora dopo. Si aspettano tutti, l’unione fa la forza, il corteo si muove alle 10:00. La voglia di mettersi in gioco c’è, la tensione è palpabile, cui fanno eco i primi fumogeni e i primi petardi. La riforma Giannini “offre” un patto formativo, la promessa di una grande consultazione nelle scuole: un sì o un no ad un questionario su Internet. Confronto o dialogo unilaterale?  

Contro merito e valutazione, buona scuola” così recita lo striscione frontale del corteo sostenuto da ragazzi mascherati da Pulcinella. Anche lo striscione porta l’icona partenopea in bella vista che lancia un libro: si manifesta prima e soprattutto in nome della città di Napoli. Non pochi i bersagli della protesta: accuse alla Merkel, alla BCE, al governo Renzi, al ministro Giannini, a chi ha inquinato Napoli, agli “assassini in giacca e cravatta“. Un sacco di carne al fuoco.

Le critiche ai movimenti studenteschi vengono presi con poca sportività dai ragazzi; uno striscione recita “meglio vecchi che Saviano” in risposta all’accusa del giornalista e scrittore napoletano; una ragazza urla al megafono “siamo stanchi di essere noi i violenti, violenti sono loro ad affamarci così“. La violenza non è solo quella fisica. Chi alza la testa, chi prova a ribellarsi, viene accusato di far parte di un’associazione sovversiva.

Sovversivi, così vengono definiti dalle autorità, eppure le forze armate si presentano in poche e con pochi strumenti di difesa. Non manca, però, qualche scheggia fuori dal controllo dei rappresentanti delle scuole che imprime la scritta “Collettivi anonimi” con bomboletta spray sulla Unipol Banca a Via Cardinale Guglielmo San Felice. Ora 11:14 dal Rettifilo a Via San Felice si incontrano i due cortei ed in un attimo Piazza della Borsa è bloccata e la statua di Vittorio Emanuele II è il centro del raduno.

Oggi blocchiamo la città“. E così è stato. La rabbia si scaglia contro un governo che segue direttive non scelte in Italia.

Ed i docenti Precari? Quelli malati di #Supplentite? Dove sono, si chiedono alcuni ragazzi. L’altra faccia della medaglia colpita dalla riforma tace ed incassa. Pochissimi e disorganizzati, i lavoratori, lasciano completamente la piazza agli studenti. “Non ci rappresenta nessuno”, questo l’appello dei presenti, quella dei precari non è considerata un’associazione sindacale riconosciuta. Tra protesta ed un singolo giorno retribuito, i precari scelgono le spalle coperte. Almeno per oggi.

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