Tagli drastici alle Regioni, i governatori non ci stanno e annunciano ricorso. Chiamparino cerca il confronto

Non poche polemiche e discussioni suscitate dalla manovra finanziaria tra i presidenti delle Regioni. Zaia annuncia ricorso contro la Legge di Stabilità

legge stabilitàLa manovra prevista dall’esecutivo ha un impatto di ben 36 miliardi tra meno tasse, 18mld e tagli di cui 4 mld saranno quelli a carico delle Regioni. E i governatori non ci stanno. Chiedono un incontro con Renzi e i suoi rappresentanti al più presto al fine di rivedere tagli così netti che potrebbero incidere su categorie cruciali come quelle della sanità. A far alzare i toni ci pensarono già in precedenza i governi Monti e Letta che già operarono tagli che, uniti a questi ultimi, vanno a formare una sforbiciata di ben 5,7 miliardi.

Il presidente della Conferenza delle Regioni, Sergio Chiamparino (Pd), afferma avanti a telecamere e giornalisti “questa manovra, che pur personalmente condivido, non è sostenibile e lede la lealtà istituzionale, perché viola ben due patti sottoscritti dal Governo con le Regioni”. Si riferisce al Patto per la salute, siglato in luglio, e ad un secondo accordo, di fine maggio, secondo il quale le Regioni non avrebbero dovuto allo Stato 560 milioni che ora vengono loro richiesti.

Così il Premier risponde con tweet alle agitazioni: “Non ci prendiamo in giro. Se vogliamo ridurre le tasse, tutti devono ridurre spese e pretese”.

“Se si viene meno a due patti istituzionali non si è affidabili” – scandisce con forza Stefano Caldoro (centrodestra), presidente della Regione Campania e vicepresidente della Conferenza delle Regioni, in una conferenza stampa convocata nella sede romana della Conferenza delle Regioni.

“Il ricorso contro la legge di stabilità lo faremo. Li abbiamo fatti contro Berlusconi quattro anni fa quando ha messo 10 euro di ticket, figuriamoci se non facciamo contro una legge che vuole tagliare 400 milioni di euro al Veneto”. Lo dice con fermezza il governatore del Veneto Luca Zaia.

La vicesegretaria del Pd e presidente della regione Friuli Venezia Giulia, Debora Serracchiani tenta di alleggerire i toni: “La manovra più importante degli ultimi anni per l’Italia, finalmente espansiva e che tocca la carne viva dei problemi di questo Paese. Si tratta di una manovra che abbassa le tasse per le imprese, per i lavoratori e che tocca il costo del lavoro riducendolo, che inizia a dare risposte fondamentali su crescita e investimenti”.

“La manovra è del Paese e quindi il Paese in tutte le dimensioni contribuisce. Siamo pronti assolutamente a discutere ma nel disegno dei saldi. Poi come si raggiunge la cifra è da discutere nelle regioni e nei comuni così come sono stati i singoli ministeri a decidere”. Lo ha detto Pier Carlo Padoan a ‘Otto e mezzo’ su La7. E’ nell’interesse delle imprese – continua il ministro del lavoro – assumere perché questo le rende più competitive. Se mettiamo un numero lo facciamo dopo molti calcoli e ipotesi. Poi prendiamo le più prudenziali. Potrebbe andare pure meglio. Potrebbero esserci sorprese all’insù”. Ci sono misure nuove ed efficientamento del meccanismo ordinario. Sbaglieremo per difetto non eccesso”.

Il premier Renzi intervenendo al Tg1 difende della manovra emanata dal suo esecutivo: “Gli effetti espansivi della manovra dopo gli 80 euro continueranno sulle imprese. Stiamo restituendo ciò che la gente ha diritto di avere. E’ da 20 anni che pagano solo le famiglie e ora che paghino anche Comuni e Regioni. Escludo l’apertura di una procedura di infrazione. Noi comunque siamo a disposizione, pronti al dialogo e abbiamo fatto una manovra che va in direzione dei bisogni del Paese e abbiamo rispettato tutte le regole”.

Poi l’apertura di Chiamparino a Renzi: “ho chiesto formalmente un incontro al governo, a cui abbiamo fatto avere la documentazione tecnica relativa alla nostra proposta. Siamo pronti a incontrarci in qualunque momento, anche oggi se necessario. Non ho nessun dubbio che Renzi stia facendo le cose giuste per l’Italia.  Matteo – ha detto poi Chiamaprino – è un punto di riferimento fondamentale per il Pd e per il Paese e continuo a ritenermi suo sostenitore”. Ed ancora: “Ritengo più equo fare spending review più sui ministeri che sugli enti locali, ma le Regioni sono talmente disposte a collaborare che sono pronte a farsi carico di 4 miliardi di tagli”.

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