La “zona rossa” andrà da Napoli a Giugliano: in primavera le prime prove di fuga

Ridefinizione dei confini non è una proposta “a scatola chiusa”, secondo Gabelli

zona rossaNapoli, 21 ottobre – Torna all’attenzione la silente minaccia dei Campi Flegrei. Ieri pomeriggio a Napoli, nella sede della Regione, si sono riuniti i vertici della Protezione Civile, il direttore dell’Osservatorio Vesuviano, Giuseppe De Natale, il vicesindaco di Napoli (facente funzioni), Tommaso Sodano, i sindaci di Pozzuoli, Bacoli e Monte di Procida, i commissari straordinari di Quarto e Giugliano e i rappresentanti della Prefettura e della Provincia di Napoli. L’obiettivo quello di ridefinire i confini, finora abbastanza incerti, della “zona rossa” dei Campi Flegrei.

Stando alle ultime rilevazioni effettuate dall’Osservatorio Vesuviano, ben sette sono i Comuni da includere nella zona ad altro rischio. Pozzuoli, Bacoli, Monte di Procida, Quarto, Marano e Giugliano solo in parte e alcune zone di Napoli (Bagnoli, Fuorigrotta, Pianura, Soccavo, Posillipo, Chiaia, parte dell’Arenella, Vomero, Chiaiano e una minima parte di San Ferdinando), le zone maggiormente esposte al pericolo.

La proposta, presentata dal Dipartimento della Protezione Civile insieme alla Regione Campania, comprende una generale divisione dell’area in “zona rossa 1”, dove è previsto l’arrivo di materiali magmatici, e “zona rossa 2”, in cui il rischio è costituito più che altro dal crollo degli edifici sotto l’accumulo di depositi piroclastici.

Il direttore dell’Osservatorio Vesuviano, Giuseppe De Natale, però, ci tiene a specificare che, anche se l’area flegrea dal 2012 continua ad essere in uno “stato di attenzione”, per ora non siamo in uno stato di allerta. Non sono state registrate, infatti, recentemente grandi variazioni dei parametri sismici, geochimici e di deformazione del suolo. Per il momento, quindi, rassicura “niente allarmismi”. Resta salda comunque la necessità di stabilire un dettagliato piano di evacuazione da attuare nella terribile eventualità. La discussione di ieri era volta proprio in questa direzione. Pianificare, concordare e mettere in atto le comuni strategie con il fine di giungere all’emanazione, da parte del Presidente del Consiglio dei Ministri, di un atto normativo. In questo modo, seguendo anche quanto fatto nell’operazione Vesuvio, sarà possibile testare le prime prove di fuga già in primavera.

Ma il prossimo appuntamento è più a breve termine: il 30 novembre. Data entro la quale i Comuni hanno l’impegno di presentare alla Regione rettifiche e osservazioni in merito alla nuova pianificazione della “zona rossa” esposta ieri. L’intento, come dice il prefetto Franco Gabelli, è di “remare nella stessa direzione, nell’interesse dei cittadini” attraverso “un approccio estremamente positivo e propositivo di tutti i partecipanti”.

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