Forum delle Città Mediterranee, parola d’ordine: cooperazione

Alla Mostra d’Oltremare va in scena il Mediterraneo: un mare di soluzioni per risolvere problemi comuni

Forum Città MediterraneeNapoli, 26 ottobre – È iniziato ieri alla Mostra d’Oltremare, nell’ambito del Forum Universale delle Culture di Napoli e Campania, il Forum Città Mediterranee ’14. Prima tra le quattro giornate che vedranno sedersi ad una tavola rotonda i massimi esponenti degli Enti locali dei paesi sulle sponde del Mediterraneo. Una straordinaria occasione per mettere in contatto paesi geograficamente così vicini eppure politicamente così distanti. Un’occasione per provare a risolvere con il dialogo problematiche di cui tanto si parla, ma per cui, troppo spesso, non vengono offerte soluzioni concrete. Sviluppo sostenibile, energie alternative, occupazione, diritti umani, pace, questi i temi su cui si concentrerà il Forum.

Organizzato da ANCI (Associazione nazionale comuni italiani) ed ANCI Campania, ha visto protagonisti della prima sessione Caterina Miraglia, Assessore alla Cultura della Regione Campania e Nino Daniele, Assessore alla Cultura del Comune di Napoli, Luigi de Magistris, sindaco (sospeso) di Napoli e Ghassan Shakaa, attuale sindaco di Nablus, in Palestina, e Presidente di Apla (Association Palestinian Local Authorities). Ospiti d’eccezione anche padre Ibrahim Faltas, parroco di Gerusalemme e da anni impegnato in missioni umanitarie in Medio Oriente, e M. Noureddine Sbia, presidente del Forum Algerino per la Cittadinanza e la Modernità (FACM).

L’obiettivo comune, l’intento del Forum è quello di “elaborare una cultura inter-mediterranea alternativa, mettere in atto un progetto in cui le differenze possano diventare una ricchezza”. E la parola d’ordine è cooperazione. Cooperazione che non significa soltanto dare e avere, ma individuare i problemi comuni e aiutarsi reciprocamente per trovare soluzioni adeguate.

Ci si potrebbe chiedere: perché affidarsi agli Enti locali, ai comuni e alle città, e non agli Enti nazionali, che hanno certamente più potere? La risposta del Forum, attraverso le parole del vicepresidente di ANCI Alessandro Gargani, è che “a livello delle comunità locali, più vicine ai bisogni dei cittadini, è molto più naturale collaborare”. L’esperienza umana, politica e amministrativa delle città e dei comuni può essere un esempio per tutti gli altri in quanto, continua Gargani, “quando c’è un problema quasi sempre c’è anche una comunità che quel problema lo ha già vissuto, lo ha già affrontato e, in molti casi, lo ha già risolto”. Lo spirito del Forum, quindi, è di “partire dal basso”, non aspettare che le soluzioni vengano dettate dalle istituzioni Nazionali, ma costruire insieme le basi dello sviluppo economico e della convivenza pacifica.

A tal proposito, però, argomento della discussione è stata anche la legge 125, approvata in agosto dal Parlamento.  Legge che ha per oggetto la cooperazione internazionale per lo sviluppo e la pace. Sradicare la povertà e ridurre le disuguaglianze, prevenire i conflitti e sensibilizzare i cittadini alla solidarietà internazionale, queste le finalità della legge 125.

Obiettivi che si pone di raggiungere anche il Forum delle Città Mediterranee attraverso queste quattro giornate di dibattiti. Quattro giorni, quindi, in cui dialogare e discutere, quattro giorni in cui provare a rendere il Mediterraneo un unico grande mare di pace e solidarietà.

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