Corte dei Conti: inattendibili i bilanci del precedente mandato. E il sindaco sospeso ringalluzzito annuncia “resistenza istituzionale e popolare per Bagnoli”

De Magistris sostiene di aver dovuto far fronte a “Un miliardo e mezzo di debito, 850 milioni di disavanzo”

Luigi-de-MagistrisLa Corte dei Conti ha pubblicato le motivazioni della sentenza con cui i giudici hanno approvato, lo scorso 9 luglio, il piano di riequilibrio economico e finanziario del comune di Napoli. Nelle oltre 180 pagine, però, i procuratori regionali, dichiarano contestualmente l’inattendibilità dei bilanci 2006-2010. Questo lo rende noto lo stesso Sindaco sulla sua pagina Facebook: “Un miliardo e mezzo di debito, 850 milioni di disavanzo. Cifre che ho dovuto pronunciare spesso per spiegare ai cittadini quale fosse l’origine del mare che, come recita il proverbio, separa il dire dal fare.”

Il medesimo, sostiene che quelle cifre siano state il vero problema del mancato conseguimento degli obiettivi amministrativi. Per altro, venuto a conoscenza, subito dopo l’elezione a sindaco, dell’inattendibilità dei bilanci in oggetto, evitò di dichiarare il dissesto, per non portare la città ad una morte economica e finanziaria. E sempre su Facebook annuncia che il piano di rientro finanziario, “permetterà il risanamento dell’ente”, indicando che “nel solo quinquennio precedente (secondo la fonte aperta del sito web finanza locale del ministero dell’Interno) gli esercizi finanziari sono stati chiusi con i seguenti consistenti avanzi: 240 milioni (2006) 213 milioni (2007) 191 milioni (2008) 178 milioni (2009) e 92 milioni (2010). Sul piano della cassa, pur in presenza al 31 dicembre 2012 di una giacenza di 193 milioni, il comune segnalava alla Cassa depositi e prestiti, qualche mese dopo la chiusura dell’ e.f. 2012, che i debiti esigibili al 31 dicembre 2012, ma ancora non estinti, ammontavano a 949 milioni.”

E chiude dicendo: “Con queste motivazioni lascio il giudizio a chi legge su ciò che è stato il passato. Ma anche su ciò che è stato fatto in questo nostro presente”, sottolineando così la sua discontinuità rispetto al passato.

Sempre su Facebook, in un altro post, annuncia anche una resistenza istituzionale e popolare per Bagnoli, anticipando che: “Non ci tireremo indietro e continueremo a proporre la riqualificazione e il rilancio di Bagnoli nell’ interesse dei napoletani, percorrendo la strada della tutela del paesaggio e del mare, ma anche dell’economia, dell’istruzione, della ricerca, dell’impresa e dell’edilizia pubblica”. Renzi, ha rotto un patto e quindi di fronte a questo dobbiamo agire di conseguenza.”

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