La Verità. Se ne discute a “L’Arte della Felicità” una rassegna di incontri e conversazioni. Domenica 1 aprile ultimo appuntamento.

L’Arte della Felicità è una rassegna di incontri e conversazioni tra scienza e religione, tra filosofia e spiritualità. Una risposta al bisogno di interrogarsi cominciata il 22 marzo nei luoghi più significativi della città di Napoli. Quest’anno ha fatto tappa anche in cinque Case Circondariali della regione Campania proponendo sempre un dialogo diretto, aperto, positivo tra la gente comune e testimoni d’eccellenza dell’ambito scientifico, religioso, filosofico e spirituale.

Tante le persone che si sono incontrate nelle sedi che hanno ospitato la manifestazione: studenti, professionisti del campo medico e letterario, sociologi e semplici persone con tanta voglia di ascoltare e interrogarsi sul tema della ”Verità”.
Nonostante i numerosi impegni organizzativi siamo riusciti a rivolgere qualche domanda a Francesca Mauro, coordinatrice generale e ideatrice dell’evento insieme a Luciano Stella: è in corso l’ottava edizione de “L’arte della felicità”.

Quando e perchè è nata l’idea di questo interessante confronto a tutto campo?

“L’Arte della Felicità nasce nel 2005 con l’intento di aprire uno spazio di apertura e confronto sui grandi temi dell’esistenza che possa avvenire tra gente comune e testimoni d’eccellenza fuori dalle mura degli specialisti. Nei caffé, nelle piazze, nelle librerie, nelle case, nei cinema, lì dove passano le persone del quotidiano. Risponde al bisogno di interrogarsi, di affrontare “i grandi temi”, di ascoltare senza necessariamente guardare, di accomodarsi in luoghi dove non ci siano consigli per gli acquisti, ma dialoghi sull’arte della vita. Luoghi dove coniugare la riflessione laica per eccellenza, principalmente destinata a rinforzare l’intelletto e ad accumulare conoscenze, con il bisogno di consigli di saggezza pratica, orientamenti su come condurre la propria esistenza, stimoli che permettano di accedere all’arte di vivere, di sviluppare qualità che facciano di noi esseri umani migliori”.

Quanto è complessa l’organizzazione di un evento esteso a tutto il territorio napoletano e oltre?

“E’ molto complessa perché coinvolge numerosi luoghi diffusi sul territorio campano e si propone di raggiungere il più ampio pubblico possibile attraverso un’offerta culturale di prestigio e di ampio respiro. Tale macchina organizzativa avrebbe la necessità di avere uno staff numeroso e stabile, mentre le risorse a disposizione sono poche e spesso volontarie”.

Quanti i partecipanti delle trascorse edizioni?

“Decine di migliaia di presenze”.

Quanto pesa, in che percentuale il contributo economico dei privati rispetto al finanziamento pubblico?

“Nel corso degli anni il finanziamento di Regione, Comune e Provincia è stato discontinuo e talvolta disfunzionale, mettendoci nella condizione di non poter contare con sicurezza sulle risorse a disposizione. Il contributo dei privati è dunque determinante e prezioso, non solo in termini di sostegno economico ma anche per la rete stabilita con gli istituti di cultura che mettono a disposizione le proprie sedi a titolo gratuito e per la rete di co-marketing stabilita con aziende che offrono i propri servizi (alberghi, ristoranti). Ciò ci consente di disporre di luoghi di grande valore storico-artistico e di offrire una calda accoglienza ai nostri ospiti. Inoltre la campagna di sostegno a favore della manifestazione ha visto circa 700 tesserati lo scorso anno (il contributo richiesto è di 10 euro) e circa 500 nel corso di questa edizione. Tale sostegno è decisamente significativo, così come la rete che ha messo a disposizione i propri appartamenti o studi per l’organizzazione dei dialoghi in casa e nei luoghi di lavoro. Quest’anno godiamo della sponsorizzazione di Cariparma Crédit Agricole, istituto bancario da sempre attivo sostenitore delle opere intellettuali e artistiche, e del sostegno dell’Assessorato alle politiche giovanili del Comune di Napoli”.

Anche questa edizione volge al termine, dovrà trascorrere un altro anno per approfondire su larga scala “i grandi temi” dell’esistenza?

“Il nostro intento è senza dubbio quello di allestire delle iniziative sul tema dell’anno anche tra ciascuna edizione, con l’intendo di tenere viva la relazione stabilita con il nostro pubblico e calda la conversazione ed il dialogo sui temi trattati. Naturalmente, tale opportunità è sempre dipendente dalla disponibilità del budget a disposizione”.

“L’arte della felicità” riuscirà a compensare l’assenza dalle televisioni di programmi dedicati al “pensiero”?

“Assolutamente no, le due proposte si muovono secondo logiche assolutamente differenti. L’arte della felicità si pone per sua natura l’intento di stimolare un incontro diretto tra relatori la cui testimonianza è senza dubbio filtrata dalla propria esperienza ed il pubblico che può contestualmente partecipare e dialogare.

La rassegna terminerà i suoi incontri Domenica 1 Aprile alle 11.30 presso il Cinema Ambasciatori. L’intervento conclusivo del filosofo Aldo MasulloDiciamoci la Verità!”. Nella speranza di tutti i partecipanti che lo Stato continui e aumenti il sostegno a un progetto così fondamentale per l’anima di Napoli e che questo straordinario dialogo itinerante riesca nell’obiettivo di farci riavvicinare “a quell’equilibrio da cui siamo sempre più drammaticamente lontani e che invece è sempre più urgente e pragmaticamente utile proprio oggi che molti riferimenti, etici, religiosi, filosofici, esistenziali, sono sostituiti da reality show e guerre sante”.

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