Il Mezzogiorno non ha contribuito adeguatamente allo sviluppo economico dell’Italia

Lettera alla Redazione

Regno delle Due SicilieGentile direttore, mi permetto di inviarle alcune mie considerazioni sullo sviluppo economico del nostro Paese ad opera del Mezzogiorno.

Lo storico Aurelio Musi ha svolto una breve lezione in video per la Treccani (risorsa video). Egli ha contestato l’immagine del Mezzogiorno come palla al piede dello sviluppo economico italiano. Secondo lui questa è un’immagine stereotipata ad uso politico, pubblico e strumentale della storia; la sua opinione è che a contestare questo punto di vista diffuso soprattutto nel Nord sono le ricerche storiografiche più recenti, che attribuiscono un’enorme importanza al ruolo e al contributo che il Sud ha dato al processo originale di accumulazione di capitale nel nostro paese, necessario al processo di industrializzazione che si è svolto dagli anni ’80 dell’Ottocento al 1915.

Io credo, invece, che siamo tutti d’accordo sul fatto che l’Unificazione è stata utile all’economia italiana, in particolare alle aziende del Nord, perché ha favorito la creazione di un mercato unico nazionale. Ma la domanda da porsi, secondo me, non è se il Mezzogiorno è stato o meno una palla al piede dell’economia italiana ma se il Mezzogiorno ha contribuito come avrebbe dovuto allo sviluppo economico dell’Italia. La mia risposta, purtroppo, è negativa. Eccetto poche fasi storiche dopo l’Unità l’economia meridionale è rimasta indietro rispetto al resto dell’economia nazionale. Il mancato sviluppo del Mezzogiorno non è dovuto solo alla camorra e alla classe dirigente ma anche alla storica carenza di fiducia e di senso civico della popolazione meridionale; in assenza di un clima favorevole allo sviluppo del commercio e degli interscambi economici tra le persone e le aziende è ben difficile che si sviluppino le imprese. Nel periodo della Cassa per il Mezzogiorno e dopo il terremoto dell’ ’80 molti imprenditori hanno investito nel Sud ma questo non è servito a molto. Secondo me la cosa più importante per lo sviluppo economico è l’esistenza di un humus favorevole sul territorio; i governi possono, naturalmente, favorire la creazione di questo humus ma esso dipende anche dalla condizioni storiche e dalle caratteristiche delle popolazioni.

Cordiali saluti

Franco Pelella

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