Inchiesta America’s Cup, l’accusa è di “Associazione a delinquere finalizzata al falso e alla turbativa d’asta”

Intercettazioni telefoniche fanno “emergere accordi e pattuizioni realizzate precedentemente all’aggiudicazione della concessione”

coppa america napoliSi presenta particolarmente delicata la questione relativa all’inchiesta dell’ America’s Cup 2012, in merito alle gare d’appalto per l’allestimento del villaggio sportivo. Da uno speciale de “Il Fatto Quotidiano” emergono infatti delle interessanti intercettazioni telefoniche riguardanti alcune conversazioni di Paolo Graziano, ex capo degli industriali partenopei, avute nella notte tra il 6 e il 7 marzo 2012.

Quella notte Graziano avrebbe infatti discusso con un avvocato circa alcune difficoltà verificatesi nella gara d’appalto; in quel frangente il Comune era la stazione appaltante ed il bando aveva stabilito la necessaria presenza di almeno due offerte per poter procedere, ma in realtà ne sarebbe arrivata una soltanto. Al telefono Graziano dice infatti: “Allora, scusa diamola a quella che ha vinto la nostra e non se parla più”, intendendo chiaramente la gara organizzata per la concessione del servizio di raccolta delle sponsorizzazioni.

Alle 15 del 13 marzo l’appalto viene assegnato ad un consorzio temporaneo di imprese costituito dalla Jumbo Grandi Eventi spa, da Film Master Events srl e da Infront Italy srl.

Situazione questa che non passa inosservata, al punto tale che in un’informativa del Nucleo Tributario della Guardia di Finanza di Napoli si legge: “Si appalesa sempre più chiara la circostanza che la gara sia stata gestita con procedure irregolari, atteso che si conosce il suo vincitore ancor prima dell’espletamento della formale procedura di aggiudicazione e non può essere rubricato come una semplice coincidenza il fatto che entrambe le gare, sia quella di Acn che quella del Comune, hanno visto vincitore il medesimo raggruppamento”.

Da qui l’accusa per associazione a delinquere finalizzata al falso e alla turbativa d’asta, in cui sono coinvolti seppur marginalmente per abuso d’ufficio anche Caldoro, il sindaco sospeso De Magistris e Cesaro, oltre ovviamente ai principali imputati tra cui lo stesso Graziano, un dirigente comunale e la rappresentante legale della Jumbo, Rossella Bussetti. Ulteriori telefonate, risalenti al febbraio 2012 destano nuovi sospetti sulle irregolarità presenti nella gara d’appalto; questa volta si tratta di conversazioni avvenute tra Graziano ed un certo Nino.

Dai brogliacci della Guardia di Finanza, secondo quanto riportato dal quotidiano, si legge infatti: “Nino chiama Graziano e dice di aver contattato il presidente di Filmaster, attualmente a Dubai, il quale gli ha riferito che per le riprese video della Coppa America è stato già contattato da qualcuno, che Nino e Graziano ora cercheranno di capire chi sia… (“uno dei collaboratori è stato già a Napoli a fare sopralluoghi” dice Nino in una telefonata) Graziano chiama Nino per chiedergli se il sopralluogo della Filmaster a Napoli per la Coppa America è stato fatto insieme alla Jumbo… Nino chiama Graziano per confermargli che effettivamente Filmaster ha una joint venture con Jumbo per la Coppa America, a Napoli è già andato Marco Balic”.

Il fatto che quest’ultimo, il direttore artistico Marco Balic, sia arrivato a Napoli prima ancora che avvenisse l’apertura delle buste, non ha fatto altro che incrementare i sospetti degli inquirenti, i quali dichiarano che “le telefonate fanno emergere accordi e pattuizioni realizzate precedentemente all’aggiudicazione della concessione, idonee a rimarcare il profilo irregolare di una procedura selettiva che appare sempre più come un’operazione di pura facciata, attuata al solo fine di ufficializzare e legittimare un’assegnazione a soggetti di fatto già individuati”.

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