Convegno Assostampa: “Vesuvio e Campi Flegrei. Rischio ed emergenza”

Informare per conoscere e affrontare i rischi connessi all’attività bradisismica e vulcanica

Convegno AssostampaPozzuoli, 29 ottobre – Si è tenuta a Pozzuoli presso l’hotel “gli Dei” il convegno dibattito: “Vesuvio e Campi Flegrei. Rischio ed emergenza”, organizzato dall’associazione giornalistica Assostampa Flegrea. Arrivando in questa location così particolare, proprio sulla sommità della costa esterna del vulcano degli Astroni, si ha subito la sensazione di  essere sospesi tra inferno e paradiso, da una parte l’area del “supervulcano” così come è stata ribattezzata la zona flegrea, con le sue bocche e i suoi monti aspri e dall’altro il golfo di Pozzuoli con la sua vista mozzafiato sopra il lembo di capo Miseno, appena a un passo da Procida e Ischia.

Una sensazione di sublime pericolo che molti percepiscono, così come ci spiega Luigi Conte, Presidente di Assostampa flegrea, che apre i lavori del convegno, spiegando come lo scopo di questo incontro sia semplicemente quello di informare, divulgare e relazionare sullo stato, la situazione in cui versa il nostro territorio così bello ma anche così fragile, sensibilizzare quindi l’opinione pubblica su di un problema che certo preoccupa ma che non tutti conoscono bene. Aspetto fondamentale, sostiene il professor Giuseppe Luongo, vulcanologo e professore emerito della Università Federico II di Napoli, è la prevenzione nonché la gestione successiva dell’evento; non bisogna insomma chiedersi quando ci sarà o come sarà l’evento, ma piuttosto informarsi su come comportarsi durante e soprattutto dopo gli eventi sismici, bradisismici o eruttivi.

Hanno relazionato sull’’argomento il professor Giuseppe Luongo, vulcanologo, il dottor Piero Moscardini, già alto funzionario della Protezione Civile ed esperto nella gestione delle emergenze, il dottor Giuseppe Coduto, vicepresidente di E.Di.Ma.S. – Emergency and Disaster Management.

“”L’’area flegree e quelle vesuviana sono tra le più monitorate del mondo – ha spiegato il professor Giuseppe Luongo – quindi in ogni momento è possibile leggere i dati e conoscere i vari livelli di emergenza. Spetta però al decisore politico stabilire l’evacuazione. La decisione non è facile perché può rivelarsi impopolare visto che la probabilità di eruzione è molto remota, considerata anche che ci siano quasi tutti gli elementi che ce lo fanno pensare. Pertanto è necessario che la comunità scientifica stabilisca un “punto di non ritorno” condiviso da tutti. Sono necessari i Piani di evacuazione che devono stabilire sia come avviene la mobilitazione e sia in che modo noi dobbiamo usare il territorio””.

Coduto ha sottolineato la modalità operativa per la stesura dei Piani. ““E’’ opportuno che la stesura dei Piani venga fatta da persone che hanno una visione completa, e non parziale, del problema. Che siano Piani condivisi dalle diverse componenti che vi dovranno partecipare e che diventeranno poi attori nel momento dell’emergenza. La pianificazione deve prevedere anche il massimo coinvolgimento della popolazione. Bisogna dare il giusto valore ad ogni singolo cittadino che può dare il proprio, piccolo ma importante, contributo. I finanziamenti messi a disposizione della Regione Campania sono l’’ultima possibilità che hanno i comuni di dotarsi degli strumenti di pianificazione””.

Moscardini ha riportato l’attenzione sulla comunicazione: ““È necessaria una collaborazione tra la stampa e la comunità scientifica per dare alla popolazione una corretta informazione – ha detto Piero Moscardini, già alto funzionario della Protezione Civile – purtroppo in Italia ci sono pochi Vigili del Fuoco rispetto alle reali bisogni per questo bisogna dare più professionalità ai corpi volontari della protezione civile, una forza che può dare un grande contributo in caso di disastro. La pianificazione è tutto. La gente deve essere coinvolta””.

Tanti i temi trattati anche perché tante e diverse le caratteristiche del territorio, si va dalle zone vesuviane, i piani di evacuazione fino al bradisismo puteolano che con i suoi alti e bassi ha quasi completamente scoperto la famosa colonna dell’antico “Macellum” anche se tutti lo conoscono come il Tempio di Serapide. Sicuramente l’aspetto su cui convergono tutti i relatori, tra cui ricordiamo Pietro Moscardini, funzionario della Protezione Civile di Roma e Giuseppe De Natale, direttore dell’Osservatore Vesuviano, è quello della sinergia. Politica, protezione civile, strutture del territorio devono organizzarsi con piani di sicurezza efficienti, per intervenire tempestivamente, ma è importante soprattutto costruire una nuova politica dell’informazione affinché tutti siano consapevoli dei rischi ma pronti alla gestione dell’emergenza, perché come è stato più volte sottolineato nel dibattito, la protezione civile siamo tutti noi.

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