L’Orchesta Stabile Mandolinistica Surrentum al Museo Correale di Terranova.

Lunedì 2 gennaio 2012, l’ Orchestra Stabile Mandolinistica Surrentum si è esibita in concerto nella Sala degli Specchi del Museo Correale di Terranova a Sorrento per festeggiare il nuovo anno.

E’ stata l’occasione per visitare la settecentesca Villa Correale, uno scrigno prezioso in un profumato agrumeto che si apre con una terrazza sul golfo di Sorrento. Veniamo accolti nella splendida casa-museo e restiamo rapiti dal pregio degli oggetti d’arte e rasserenati dalla suggestione del panorama.

In ventiquattro sale disposte su tre piani sono esposti oggetti che testimoniano il fine gusto del collezionismo dei fratelli Alfredo e Pompeo Correale con i cui lasciti testamentari nel 1900 fu istituito il Museo e dove nel tempo si sono aggiunti importanti donazioni. Dipinti di diverse epoche, tra cui la Scuola di Posillipo, collezioni di porcellane, maioliche e galanterie, arredi napoletani e siciliani del 700 e 800, maioliche di manifattura italiana e straniera, preziose tarsie sorrentine, orologi, apparecchi fotografici, statuette presepiali, reperti archeologici e libri rari.

Degno di nota è il Biribisso, gioco del Paro e del Disparo, una pregiata tavola dipinta presumibilmente nel XVIII secolo da  Francesco Celebrano. Le 70 caselle numerate e delimitate da eleganti ramages dorati raffigurano animali, nature morte, maschere della Commedia dell’Arte, stemmi di nobili casati. Si vinceva fino a 64 volte la posta o si perdeva tutto ciò che si possedeva.

Unico è l’Erbario Essiccato di Domenico Coscarelli (1804), un manoscritto su carta di Amalfi e rilegato in pelle di pecora. Sulle tavole, oltre all’esemplare di pianta essiccata, l’autore fornisce dettagli su “Luogo dove nasce” e “Virtù” con didascalie in inchiostro nero e capilettera in rosso. Ogni foglio è arricchito da acquerelli racchiusi in un ovale con vedute di campagne, città, fiumi, mare, scene di caccia e pesca secondo la tradizione decorativa che arricchiva le porcellane e le terraglie napoletane nel XVIII e XIX secolo. Sono illustrati luoghi come Pozzuoli, l’insenatura di Miseno e l’omonimo capo, il Lago di Agnano, Castellammare, l’isolotto di Rovigliano, il molo napoletano di S. Vincenzo con lo sfondo del Vesuvio e dei Monti Lattari. L’opera non ha un valore scientifico ma è il risultato degli interessi culturali di un sottufficiale del Primo Reggimento Principessa di stanza a Capua al servizio di Ferdinando IV di Borbone.

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