Maxi sequestro per 165 milioni di euro, imprenditore campano accusato di fare affari con la camorra

Società, 92 immobili, un hotel, sedi aziendali, una villa con piscina, una Ferrari e una Porsche tra i beni sequestrati dalla Dda

sequestroNapoli, 5 novembre — Una intensa indagine del Nucleo investigativo di Castello di Cisterna del corpo dei Carabinieri di Napoli ha permesso il sequestro di 165 milioni di euro in beni riconducibili ad un noto imprenditore campano accusato di estorsione e trasferimento fraudolento di beni in concorso con altre nove persone. L’imprenditore era finito nel mirino degli investigatori per l’incongruenza tra le attività economiche e l’effettivo tenore di vita condotto, altamente al di sopra di quanto dichiarato.

Tra i beni sequestrati dai carabinieri compaiono 92 immobili, un hotel, sedi aziendali, una villa con piscina, una Ferrari e una Porsche. Sono stati inoltre sequestrati rapporti finanziari, bancari e società.

A convalidare il decreto di sequestro è stato il gip del Tribunale di Napoli per richiesta della Direzione distrettuale antimafia di Napoli che dagli accertamenti ha verificato che le società interessate dal sequestro e intestate a prestanomi erano riconducibili all’imprenditore indagato. Le indagini della Dda hanno permesso di scoprire i rapporti economici tra le società in questione e la camorra: secondo le accuse l’imprenditore era a capo delle società che intrecciavano rapporti di affari con persone ai vertici dei clan di camorra.

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