Napolitano si dimette? Impazza il toto-nomi. Il Quirinale non conferma e non smentisce e sottolinea: i limiti temporali erano noti

Renzi non vuole le elezioni ma governare: “l’orizzonte del governo è quello dei mille giorni, del 2018”

napolitanoChe il Capo dello Stato voglia lasciare a breve la poltrona sulla quale presiede per il secondo mandato non dovrebbe sorprendere gli italiani e ancor più i parlamentari che ben sapevano i “limiti e le condizioni, anche temporali” che lo stesso Napolitano aveva fissato accettando per la seconda volta l’oneroso compito istituzionale chiestogli tra l’altro da un’ampia maggioranza parlamentare in un momento in cui la politica italiana aveva toccato il fondo e perso anche quel briciolo di credibilità che ancora qualcuno le riconosceva.

Lo stile tipicamente italiano di innescare la polemica e il confronto parlamentare al di fuori delle mura del Parlamento non si è smentito neppure in questa occasione facendo sbizzarrire i politici e la stampa in un toto-quirinale anticipato, forse irrispettoso, ma decisamente indelicato considerando che Napolitano è e resterà il capo dello Stato fino al momento in cui non sarà lui a decidere di comunicare le sue dimissioni.

– “La presidenza della Repubblica non ha pertanto né da smentire né da confermare nessuna libera trattazione dell’argomento sulla stampa – fanno sapere con una nota dal Colle – E restano esclusiva responsabilità del capo dello Stato il bilancio di questa fase di straordinario prolungamento, e di conseguenza le decisioni che riterrà di dover prendere. E delle quali come sempre offrirà ampia motivazione alle istituzioni, all’opinione pubblica, ai cittadini”, si legge dalla nota diffusa dal Quirinale a chiarimento del ruolo di Napolitano che in parole povere ribadisce di essere lui il capo dello Stato e zittisce quei politicanti che in questa situazione hanno dimostrato di essere alla stregua di chi parla di eredità e successione al capezzale di un moribondo quasi a volergli “tirare i piedi” come si suol dire.

A chi sosteneva che l’intento di Renzi fosse quello di giungere velocemente alle elezioni – motivo per cui Napolitano avrebbe preferito anticipare le sue dimissioni per evitare di riavere lo scomodo compito di sciogliere le camere – Graziano Delrio, sottosegretario alla Presidenza del Consiglio, risponde: “Il Matteo che conosco io vuole governare il Paese, aiutare le famiglie a trovare serenità, non vuole andare a votare ma vuole governare. Finché avremo la fiducia del parlamento non staremo attaccati alle poltrone, ma ai bisogni del Paese”. Matteo Renzi d’altronde da Palazzo Chigi conferma che gli italiani sono ben lontani da poter eleggere il proprio Presidente e di non avere nessuna intenzione di abbandonare il proprio ruolo per almeno altri tre anni: “Noi andiamo avanti con le riforme, con urgenza e determinazione sapendo che l’orizzonte del governo è quello dei mille giorni, del 2018”. Secondo fonti di Palazzo Chigi sarebbero queste le parole con cui Matteo Renzi avrebbe commentato la nota del Quirinale.

Sprezzante e velenoso il commento sulle dimissioni anticipate del Capo dello Stato dal Segretario della Lega Nord  Matteo Salvini che sul suo profilo facebook scrive: – “Napolitano? Non mi dispiace affatto. Ha collaborato alla costruzione di una gabbia europea che ci sta massacrando”. – Salvini commenta anche in merito al toto-nomi – “Circolano cose terribili: Romano Prodi, Veltroni, una donna indicata dalla Boldrini. Peggio che andar di notte!”.

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