Legge elettorale e dimissioni presidenziali all’ordine del giorno della politica del Paese

In attesa degli scioperi del 14 e 21 novembre, la politica si sposta dalla Piazza al Palazzo

Renzi NapolitanoMentre si profilano nuovi scontri di piazza tra Governo e sindacati in vista dello sciopero generale proclamato per la prima volta in due tempi, 14 e 21 novembre, il centro della politica ad oggi, torna ad essere il Quirinale.

Iil Presidente Napolitano infatti intende mantenere la promessa fatta ad inizio del nuovo mandato ovvero che avrebbe rassegnato le dimissioni non appena avrebbe visto il Paese imboccare la strada delle riforme. Ed alle riforme più o meno fatte, promesse e rimandate manca all’appello forse proprio la più importante di tutte ovvero quella elettorale.

Il cammino dell’”Italicum” infatti si era impantanato su alcuni aspetti legati al premio di maggioranza (in favore dei partiti o della coalizione?). Per questo motivo è stato accantonato in questi mesi al fine di portare avanti altri punti del “Patto del Nazzareno” sui quali c’era una maggiore sintonia. Ma adesso che il tempo stringe Renzi non vuole arrivare a fine anno, data in cui molto probabilmente il Presidente della Repubblica annuncerà a reti unificate le sue dimissioni, senza avere nel taschino un’altra promessa mantenuta.

Ma qui il gioco si fa più difficile perché Berlusconi sa bene che la sua Forza Italia non è più il primo partito italiano, ma nemmeno il secondo o il terzo, quindi in un futuro scenario dovrebbe tornare a patti con i piccoli e litigiosi partiti da cui si era faticosamente slegato. D’altra parte Renzi sa bene che se molla Berlusconi e imbarca altri soggetti nel progetto deve comunque lasciare qualcosa. Si tratterebbe infatti di concedere a Ncd una soglia di sbarramento al 2 per cento o comunque molto bassa, una proposta che potrebbe servire anche a ottenere i voti di un’altra forza politica piccola come Sel. Ma questo è il meno peggio. Renzi sarebbe costretto a cedere anche sulle preferenze, argomento caro alla minoranza del Pd ma anche ai 5 stelle. Al momento infatti la legge prevede collegi bloccati, come nel vecchio “Mattarellum”, ovvero puoi scegliere tra 2 o più candidati ma ancora non puoi sottoscrivere una preferenza vera e propria. Tutto questo al netto della scelta del nuovo candidato al Colle, altra matassa da sbrogliare. Insomma le carte sono sul tavolo, già questa sera è previsto un primo incontro tra i due Leader, da domani molto probabilmente l’Italicum avrà un cammino in discesa, bisogna vedere verso quale direzione.

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