Accoltellò il figlio ed infierì con un’ascia sulla sua testa, poi esultò: condannato a 16 anni

Giuseppe Paolino, originario di Torre del Greco, ammazzò il figlio a Sant’Alberto in provincia di Ravenna il 28 agosto 2013. Per lui la Procura di Ravenna ne aveva chiesti 30

condannato-paolilloSi conclude con una condanna a 16 anni la terribile ed inquietante vicenda del padre assassino, fiero e soddisfatto di aver ucciso il proprio figlio. Giuseppe Paolino, originario di Torre del Greco in provincia di Napoli, è stato condannato dal Tribunale di Ravenna, con il rito abbreviato, a 16 anni di carcere per l’omicidio di suo figlio Nunzio consumatosi nell’appartamento a Sant’Alberto in provincia di Ravenna in cui viveva il figlio.

Paolino, marittimo in pensione, il 28 agosto 2013 aveva ucciso il figlio di 36 anni a coltellate esasperato dall’ennesima e furibonda litigata. A rendere la notizia sconvolgente la reazione dell’uomo, che non contento di aver ammazzato il figlio, si scagliò contro il suo cadavere infierendo con un’ascia sulla sua testa. Al momento dell’arresto, dinanzi lo sguardo incredulo dei carabinieri, aveva poi alzato le mani in aria ed esultato per essere riuscito finalmente ad uccidere il figlio Nunzio.

Poco soddisfatta la Procura che aveva chiesto 30 anni anche in considerazione della crudeltà del delitto e per aver agito con premeditazione su un proprio discendente. Il Gup Rossella Materia ha invece ritenuto valide le attenuanti in considerazione del difficile rapporto tra padre e figlio. Secondo quanto è emerso dalle indagini, Giuseppe Paolino era giunto al limite della sopportazione per il comportamento del figlio Nunzio, che avanzava continuamente richiesta di soldi ai propri familiari per essere senza lavoro, ma che spendeva per bere. Spesso ubriaco diventava violento tanto che aveva picchiato più volte il padre. Anche dalle analisi medico legali sul suo cadavere è emerso che quel giorno aveva un tasso alcolemico di 2.69.

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