Pensioni d’oro, gli alti burocrati dello Stato gongolano: sparito il tetto massimo ai vitalizi milionari

Il Codacons chiede l’apertura di un’indagine per “per accertare la causa della cancellazione di tale norma dalla legge 214 del 2011”

banconote falseRoma, 12 novembre – Risulta misteriosamente sparito un comma della legge 214 del 2011, e precisamente quello che stabiliva che la pensione non poteva superare l’80% dell’ultimo stipendio.

Il ministro Elsa Fornero, aveva all’epoca stabilito che i contributi dei dipendenti venissero calcolati ai fini pensionistici non più con il sistema retributivo, bensì contributivo.

Aspetto ancora più importante, il comma stabiliva inoltre che per coloro che avessero deciso di continuare a lavorare anche dopo i 40 anni, la pensione sarebbe stata incrementata fino ad un massimo del 80% dell’ultimo stipendio.

Oggi questo tetto massimo è improvvisamente sparito, ma non sono ancora noti i fautori né tantomeno valide motivazioni alla base della novità.

L’Inps ha immediatamente denunciato l’accaduto, sottolineando: “Dov’è finito il comma che stabiliva che la pensione non poteva superare l’80% dell’ultimo stipendio? Quest’omissione ci costerà 2,5 miliardi in due anni”.

I fortunati che invece beneficeranno di questa omissione, saranno circa 160mila, in prevalenza alti burocrati di Stato che avranno così la possibilità di incrementare il fondo pensionistico “a colpi di 2% l’anno”.

In merito si è espresso anche il Codacons, avvertendo che: “La clausola, che di fatto poneva un limite all’importo delle pensioni erogate dall’Inps, però è sparita, con la conseguenza che ora circa 160.000 lavoratori che hanno già raggiunto i 40 anni di anzianità possono contare su un incremento progressivo della pensione, il cui importo sarà addirittura superiore a quello dell’ultimo stipendio percepito. Un danno per la collettività stimato in 2,6 miliardi di euro in 10 anni”.

Dati questi che non possono che provocare indignazione quando di continuo si chiede ai “comuni mortali” di stringere la cinghia per far fronte alla spirale recessiva che non ci ha mai abbandonato dal 2008 ad oggi.

Basti pensare a casi come quello di Claudia Lombardo, ex presidente del Consiglio Regionale della Sardegna, ribattezzata “Miss Vitalizio” dal momento che a 41 anni è già in pensione con un vitalizio record di 5100 euro al mese.

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