Il Patto del Nazzareno è più solido che mai e si andrà avanti fino al 2018. Lo ha deciso il Premier Renzi

Renzi in direzione PD: “Non credo di aver bisogno di un mandato esplicito della direzione”. In ballo anche le Primarie del Partito Democratico

patto del nazzarenoRoma, 13 novembre – L’Italicum va avanti e il patto del Nazzareno “è oggi più solido che mai” si sottolinea nel comunicato congiunto diffuso alla fine dell’incontro Renzi – Berlusconi in cui i due leader si sono confrontati per oltre due ore a Palazzo Chigi, ieri pomeriggio. Chi aveva pensato che la rottura fosse vicina ha decisamente sbagliato a fare i conti con la determinazione con cui i due si apprestano a voler cambiare la Legge elettorale. Forse per giungere velocemente al voto, si era pensato, ma anche questa ipotesi è stata smentita categoricamente per l’ennesima volta.

Chi ancora crede che il Paese debba essere governato da un leader venuto fuori dal voto del popolo attraverso le elezioni politiche, dovrà portar pazienza ancora per un bel po’. – “Questa legislatura che dovrà proseguire fino alla scadenza naturale del 2018 costituisce una grande opportunità per modernizzare l’Italia”, si legge nel comunicato congiunto e che ha l’intento di dare una motivazione valida di fiducia per questa alleanza, ai tanti che hanno espresso perplessità.

Il patto del Nazzareno tra Partito Democratico e Forza Italia siglato tra Renzi e Berlusconi il 18 gennaio scorso va decisamente avanti con una rinnovata alleanza per il bene del Paese, si sottolinea da entrambi gli schieramenti: – “Anche su fronti opposti, maggioranza e opposizioni potranno lavorare insieme nell’interesse del Paese e nel rispetto condiviso di tutte le Istituzioni”. L’intesa tra Renzi e Berlusconi risulta quindi “rafforzata dalla comune volontà di alzare al 40% la soglia dell’Italicum, e dall’introduzione delle preferenze dopo il capolista bloccato nei 100 collegi”.

Il Presidente del Consiglio va dritto per la sua strada, convinto che questa sia il modo giusto per condurre l’Italia verso una stabilità politica indispensabile per poter governare il Paese e tanto meno chiede il parere del proprio partito forte del suo ruolo di Segretario. – “Non credo di aver bisogno di un mandato esplicito della direzione”, dice Renzi in direzione Pd ai suoi dopo l’incontro sulla legge elettorale con Silvio Berlusconi. – “Se non votiamo non cambia niente perché la direttrice di lavoro è esattamente nel solco dei mandati avuti”, sono le parole secche di Renzi che veste i panni di chi ha ormai già deciso.

Decisi a non perdere più tempo, martedì 18 novembre si dà il via ai lavori per l’esame della riforma elettorale da parte della Commissione Affari Costituzionali del Senato. A deciderlo è la stessa Commissione che ha visto però l’astensione del Movimento 5 Stelle e il voto contrario di Francesco Campanella (ex M5s). Da mercoledì in poi si svolgeranno invece una serie di audizioni in cui interverranno anche i presidenti emeriti della Corte Costituzionale.

A riscaldare ancor più l’animo all’interno del Partito Democratico è anche la confusione con cui si parla di Primarie. Ad intervenire in queste ore anche il sindaco di Salerno, Vincenzo De Luca: – “Assistiamo sui quotidiani a una campagna di confusione e disinformazione sulle primarie del Partito Democratico. Le primarie si faranno, si mettano l’anima in pace” dice De Luca in un video messaggio. – “Le primarie si faranno e Napoli e la Campania non saranno la colonia di nessuno. I nostri figli, le ragazze e i ragazzi di questa regione, sono più importanti della politica politicante e delle bandiere di partito” – conclude il sindaco di Salerno.

FOTO: tratta da tempi.it

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