Abbandona il neonato nel cortile di una chiesa, poi ci ripensa. Alla base, difficoltà economiche

La donna rumena è stata denunciata per abbandono di minori e sarà il Tribunale per i Minorenni a decidere se riaffidarglielo

bambinoCaserta, 15 novembre — È una storia commovente quella del piccolo Francesco di appena quattro mesi e della sua mamma, una storia di povertà che lascia l’amaro in bocca perché sinonimo di miseria sociale. La convinzione di non avere alternative alla disperazione aveva spinto la mamma del neonato ad abbandonarlo cinque giorni fa nel cortile della Chiesa di Santa Maria dell’Arco a Frignano in provincia di Caserta, confidando nella provvidenza per il proprio bambino e augurandogli una vita migliore di quella che lei potesse garantirgli. Il dolore di averlo abbandonato ha però prevalso sulla donna che pentita del suo gesto ora chiede di poter riabbracciare il suo bambino.

Don Roberto Caterino, parroco della Chiesa di Santa Maria dell’Arco, aveva ritrovato il neonato nel cortile della propria chiesa dopo aver celebrato la messa domenicale del pomeriggio, intorno alle 18 e aveva immediatamente chiamato i soccorsi. Francesco, il nome scelto per il piccolo dal parroco, era stato ricoverato in ospedale per accertare il suo stato di salute.

La ragazza, una rumena di 30 anni residente nella zona, si è presentata ieri all’ospedale Moscati di Aversa (CE) dove il neonato era stato ricoverato dopo il ritrovamento da parte di don Roberto, accompagnata dallo stesso parroco, spiegando di essere la madre del piccolo e di volerlo riportare a casa con lei.

Sarà il Tribunale per i Minorenni di Napoli a decidere il da farsi, intanto la donna è stata denunciata alla magistratura in stato di libertà per abbandono di minore. Il piccolo, in attesa che il Tribunale per i Minorenni decida se la sua mamma possa o meno riaverlo, dopo le dimissioni dall’ospedale sarà affidato ad una casa famiglia del Comune.

Don Roberto aveva ritrovato il neonato nel cortile della chiesa in un seggiolone. La sua mamma gli aveva lasciato anche una borsa con tutto il necessario per poterlo accudire. In quella borsa c’era il biberon con il latte caldo, gli omogeneizzati, i suoi vestitini e la sua copertina di lana con i colori del Napoli.

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