Lavoro, 1 miliardo di ore di cassa integrazione nei primi 10 mesi del 2014. Ottobre il mese più critico 

Il 10° rapporto Uil sulla cassa integrazione mostra dati critici, ad ottobre 118 milioni di ore di Cig

Lavoro striscioneLa crisi morde sempre più ferocemente e a risentirne sono i lavoratori. Il 10° rapporto 2014 UIL (NOVEMBRE 2014) mostra uno scenario nero, quasi un miliardo di ore di cassa integrazione solo nei primi dieci mesi dell’anno. Le ore di CIG autorizzate si concentrano principalmente nel mese di ottobre, che risulta essere il secondo mese più critico con oltre 118 milioni di ore. Il permanere dello stato di crisi investe non solo le grandi aziende ma anche quelle piccole e piccolissime. “Numeri che danno plasticamente, l’immagine drammatica di un paese che, come al gioco dell’oca, ritorna alla casella di partenza” – afferma il segretario confederale Guglielmo Loy.

In questa dura fase di recessione non meno sconvolgenti risultano i dati riguardanti i posti di lavoro; 1 milione di posti sono stati lasciati sul campo e 2 milioni in meno sono stati gli avviamenti al lavoro, senza considerare il dimezzamento delle assunzioni stabili. “No pil”( stasi di crescita economica e produttiva) e “No jobs” risultano le conseguenze dirette. Di fronte a tale situazione si aggiunge la riduzione della protezione per il lavoro a rischio con la minore copertura per la cassa e mobilita in deroga ed inoltre i provvedimenti del Governo decisi nel “Jobs Act” non sembrano mostrare un futuro roseo per il lavoro: ridurre temporalmente ed economicamente la Cassa integrazione in generale, e quella Straordinaria in particolare, porterebbero probabilmente alla perdita di uno dei pochi strumenti in grado di limitare la disoccupazione.

“Forse il Governo non si è reso conto, oppure vive nel pianeta delle fiabe, che le richieste di Cassa Straordinaria sono in forte crescita come testimoniano i dati di ottobre. Il Parlamento e il Governo farebbero bene a ripensare a questa scelta. Le Riforme funzionano se sono socialmente sostenibili, se migliorano le condizioni di vita di milioni di persone e se sono utili al sistema produttivo” – con queste parole di ammonimento termina il rapporto UIL.

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