In attesa del Consiglio di Stato, De Magistris da pugile suonato a politico vincente nel vuoto cittadino

Il sindaco di Napoli, con buona pace delle opposizioni inconcludenti, fa passare in secondo piano i tanti insuccessi della propria amministrazione

de Magistris

Si attende per dopodomani 20 novembre, presso la terza sezione del Consiglio di Stato, la prima discussione in merito all’appello presentato dal Governo italiano contro la decisione del Tar Campania di annullare l’efficacia della sospensione del Sindaco di Napoli Luigi De Magistris.

L’intera vicenda che ha coinvolto il primo cittadino di Napoli, in questi ultimi tempi, fa tornare alla mente un antico adagio napoletano che recita così: “ogni impedimento è giovamento”. Chissà se ha pensato proprio a questo il Sindaco di Napoli Luigi De Magistris quando il 24 settembre 2014 si è visto condannato dal Tribunale di Roma per abuso d’ufficio consumato nel periodo in cui era ancora magistrato a Catanzaro. E’ stata quella condanna infatti che ha portato al controverso processo di sospensione dalla carica di Sindaco, in ottemperanza al principio retroattivo della Legge Severino, che prevede la sospensione di funzionari dai pubblici uffici se condannati, anche in primo grado, per abusi compiuti nello svolgimento delle proprie funzioni.

Un doppio colpo ritenuto da tanti mortale per la giovane carriera politica di De Magistris. Infatti il Sindaco di Napoli fino a quel momento non aveva brillato nella gestione del pur tormentato e complicato capoluogo campano. Le scelte riguardo la politica degli eventi, la viabilità, la gestione di Bagnoli, le inchieste sulla America’s Cup, la differenziata a singhiozzo, i continui rimpasti di Giunta e il flop del Forum delle Culture, con costi esorbitanti per un evento che in pochi hanno notato a Napoli, avevano fatto crollare la sua popolarità a livelli minimi. La sua base si era ormai liquefatta, Napoli è Tua sciolta, l’Idv di fatto inesistente. Tanto che poco prima della condanna era stato lo stesso Sindaco a chiedere un supporto al Partito Democratico per porsi al riparo dalle conseguenze della migrazione di molti consiglieri dalla maggioranza ai banchi dell’opposizione.

La condanna inflitta al sindaco si è innestata in una situazione già molto complicata per il primo cittadino tanto che a Napoli nessuno scommetteva più un centesimo sulla sua ricandidatura. Ed invece – come in un colpo di scena teatrale  – è stata proprio questa condanna e la relativa sospensione, a ridare smalto ad un’immagine ormai logora del sindaco. Fino al punto di trasformarsi in un’arma vincente per De Magistris che ha così potuto nuovamente rilanciare la sua immagine in tutti i talk show televisivi regionali e nazionali, intervenendo a sua discolpa in telegiornali, radio e siti internet. Fino ad inventare la nuova figura del sindaco sospeso, di strada, pronto a vivere la città in tutte le sue pieghe, girovagando per le vie di Napoli e guardando “de visu” i tanti problemi reali e concreti che prima gli venivano forse solo riferiti.

Ha incontrato gente, riconquistato sorrisi e strette di mano, ricompattato il gruppo che 3 anni fa lo ha sostenuto e lo ha condotto al successo. In men che non si dica la Rete lo ha seguito, sono nati gruppi di sostegno su Facebook, hashtag di supporto su Twitter, i vecchi gruppi ormai abbandonati si sono rimpinguati di nuovi iscritti. Fino all’organizzazione di manifestazioni di sostegno, flash-mob, e persino uno sciopero della fame. Fino all’apoteosi con l’accoglimento del ricorso al Tar che ha di fatto sospeso il provvedimento di sospensione, riaprendogli le porte dell’ufficio di Palazzo San Giacomo.

Di fatto De Magistris ha compiuto un’operazione molto rischiosa, per ora vincente, inserendo la sua vicenda personale nel complesso dei problemi della città di Napoli, sovrapponendo i piani della discussione, dicendo alla gente che la condanna nei suoi confronti in realtà era un attacco dei poteri forti alla città. Ed anche la questione del contro-ricorso del Governo alla fine non ha fatto altro che alimentare l’immagine artefatta di una città che lotta per il suo Sindaco. In ogni caso, la prova dei fatti attende tutti, ed in qualunque modo andrà l’appello, De Magistris dovrà rispondere del suo operato quando si rinnoverà la competizione elettorale per la guida della città fra poco più di un anno.

Di sicuro, ora De Magistris, dopo che ha anche assunto il ruolo di guida della Città Metropolitana, parte da una posizione di vantaggio rispetto al nulla politico che gli sta intorno. Per ora è così, in attesa di chi, oltre che annunciare una continua opposizione che nei fatti è risultata inconcludente ed impalpabile, trovi il competitor capace di confrontarsi con l’istrionico, teatrale e coinvolgente, primo cittadino.

Lascia un commento