Alle 15 al San Paolo il Napoli accoglie il Cagliari di Zeman, azzurri pronti a fargli la festa

Out per Jorginho e Conti, squalificati. Assenti anche i napoletani Insigne e Mertens

Napoli CagliariNAPOLI (4-2-3-1): Rafael; Maggio, Albiol, Koulibaly, Ghoulam; Inler, Lopez; Callejon, Hamsik, De Guzman; Higuain.

CAGLIARI (4-3-3): Cragno; Balzano, Ceppitelli, Rossettini, Murru; Dessena, Crisetig, Ekdal; Ibarbo, Longo, Cossu.

Napoli, 23 settembre – Si gioca al San Paolo la prima partita degli azzurri dopo il break per le Nazionali. L’avversario è il Cagliari, l’obiettivo il nono risultato utile consecutivo, dopo 5 vittorie e 3 pareggi. Le statistiche parlano a favore dei padroni di casa – sono 14 i gol segnati contro i cagliaritani negli ultimi 5 incontri-, ma la formazione di Zeman, desiderosa di allontanarsi dal fondo della classifica di serie A, non è da sottovalutare, viste le assenze nella rosa di Benitez.

Il tecnico spagnolo, infatti non potrà contare nè su Insigne nè su Mertens. Indisponibili anche Jorginho, squalificato, Zuniga e Michu. La squadra viene tuttavia ricucita in attacco dalla presenza di De Guzman sulla destra, affiancato dagli immancabili Callejon, Hamsik e Higuain. La regia è affidata al duetto Inler-Lopez, giusto connubio di potenza e dinamicità, che renderà più fluido il gioco a centrocampo. In difesa Maggio e Koulibaly agiranno sulle fasce, Albiol e Koulibaly copriranno la porta di Rafael.

Anche Zeman dovrà fare a meno di alcuni dei suoi: la squalifica di Conti è aggravata dall’assenza di Erikkson, Sau e Avelar. Tuttavia, il Cagliari conferma il suo 4-3-3: a sostituire Avelar sarà Murru sulla sinistra; sulla destra in dubbio Balzano. Sulla metà campo si muovono Dessena, Crisetig e Ekdal. Il reparto offensivo sarà probabilmente guarnito dalla presenza di Ibarbo e Cossu, in vantaggio su Farias, assieme a Longo.

Di seguito le parole di Rafa Benitez sul match delle 15:00 di oggi: “L’obiettivo è il Cagliari, poi penseremo allo Sparta Praga. L’ambizione è vincerle tutte, a partire dalle prossime cinque. Certo, vogliamo avvicinarci a chi é davanti anche perché quando arrivano i risultati è più facile tenere tutti sulla corda perché le motivazioni del gruppo aumentano. Il mio futuro? Se vado a Liverpool mi chiedono se tornò lì, in realtà io vado a vedere la mia famiglia. Io qui sono contento, dell’ambiente e della squadra. Però con il presidente parlerò più avanti, non vi dico quando”.

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