Femminicidio: “Colpevoli di decidere”, nel 2013 una donna uccisa ogni due giorni

Femminicidio in aumento del 14% rispetto al 2012, violenze più frequenti al Sud

FemminicidioNelle statistiche Eures sul femminicidio, il 2013 si aggiudica la maglia nera per le donne vittime di violenza. Rispetto al 2012, le vittime sono infatti aumentate del 14%, per un totale di 179 donne uccise contro le 157 dell’anno precedente.

Dai dati emerge inoltre che aumentano le violenze in ambito familiare, attestandosi ad un +16,5% con un incremento che va dalle 105 alle 122 vittime, includendovi anche le donne uccise dalla criminalità.

Secondo il dossier Eures, questi numeri non farebbero altro che consolidare “un processo di femminilizzazione nella vittimologia dell’omicidio particolarmente accelerato negli ultimi 25 anni, considerando che le donne rappresentavano nel 1990 appena l’11,1% delle vittime totali”.

Se in passato le violenze erano molto più frequenti nelle regioni del Nord Italia, a partire dal 2013 si è registrata invece un’inversione di tendenza che ha trasformato il Sud nell’area con maggiori rischi. Nel solo 2013, 75 sono state infatti le vittime al meridione con una crescita del 27,1% sull’anno precedente, anche a fronte del decremento registratosi invece nelle regioni settentrionali (21% e 60 vittime).

I dati negativi non risparmiano nemmeno il Centro Italia, dove le vittime sono raddoppiate dalle 22 del 2012 a 44. In assoluto, le regioni italiane dove si registrano maggiori episodi di violenza sono il Lazio e la Campania con 20 donne uccise, seguite da Lombardia (19) e Puglia (15).

Un “più alto grado di violenza e rancore” emerge dalle violenze subite nel 2013, avvenute il più delle volte con strangolamenti, percosse e soffocamenti. Dal rapporto si evince infatti che, nonostante le armi da fuoco siano ancora lo strumento più utilizzato, le violenze “a mani nude” sono sempre più frequenti, pari al 28,5% dei casi.

Il movente passionale si riconferma ancora come quello più frequente, nella maggior parte dei casi infatti, le donne uccise hanno avuto la sola colpa di lasciare il partner. Oltre 330 sono le donne che hanno perso la vita dal 2000 ad oggi per questa motivazione. I rapporti Eures li definiscono non a caso come “femminicidi di possesso”. Ancor più tristemente, dalle statistiche Eures è emersa “l’inefficacia/inadeguatezza della risposta istituzionale alla richiesta d’aiuto delle donne vittime di violenza all’interno della coppia, visto che nel 2013 ben il 51,9% delle future vittime di omicidio (17 in valori assoluti) aveva segnalato/denunciato alle Istituzioni le violenze subite”.

FOTO: tratta da ansa.it

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