Riscoprire il Natale con pochi soldi in tasca, i consumatori fanno i conti con la crisi

Natale 2014, ancora austerity. La crisi induce al risparmio sui regali e sulle decorazioni. La speranza è riscoprire il senso profondo di questa festa

babbo natale soldiLuci colorate, decorazioni, si sente già nell’aria il profumo di Natale. Ma di Natale low-cost. Previsti tagli del 60% sulle spese natalizie. E circa 6 milioni di persone (il 13%) quest’anno rinunceranno completamente ai regali. Complici probabilmente le scadenze di Imu e Tasi che incombono sotto le feste, gli italiani anche a Natale tireranno la cinghia.

Con alle spalle un anno ancora difficile dal punto di vista economico, una ripresa lenta e incostante, gli italiani partono un po’ sfiduciati. Confcommercio parla di un Natale “molto dimesso” per il 72,7 % delle persone. Circa il 29% degli intervistati secondo il sondaggio Confsercenti SWG si aspetta un 25 dicembre peggiore di quello dell’anno scorso, mentre il 48 % crede che non sarà poi tanto diverso. Sotto l’albero un terzo della popolazione vorrebbe la riduzione della disoccupazione e una diminuzione delle tasse.

La crisi, insomma, peserà anche sul Natale. Dal periodo pre-crisi ad oggi si è registrato un calo del 45% delle spese. E rispetto all’anno scorso si scende ancora, anche se di poco (8% circa), e si prevede una riduzione del budget natalizio medio che arriverà a 400 euro circa per nucleo familiare. “In base ai dati ufficiali infatti nel 2007 “l’effetto Natale”, ossia i maggiori consumi per spese natalizie effettuate nel mese di dicembre presso negozi, grande distribuzione e centri commerciali, è stato pari a 18 miliardi di euro. Nel 2014 invece la spesa degli italiani nell’intero periodo natalizio per i vari settori (alimentare, viaggi, regali, casa, ecc.) non supererà quota 9,8 miliardi di euro”, è quanto afferma il Codacons.

Meno spese, meno consumi, meno regali in un periodo dell’anno che è da sempre il più proficuo (l’aumento del fatturato raggiunge di norma il 24%). Commercianti ed imprenditori non hanno che aspettarsi, quindi, un Natale un po’ più light, come riferisce anche il 48% degli intervistati. Si riduce sì, ma non si rinuncia del tutto. La maggior parte degli italiani non intende, infatti, assolutamente abbandonare le tradizioni natalizie. E via allora ai cosiddetti “regali utili”, obiettivo del 71% delle persone. Un modo intelligente per conservare la magia del Natale senza sprechi.

I regali più gettonati sono l’abbigliamento (51%), i libri (50%) e i prodotti cosmetici (38%). Non si esclude comunque la tecnologia: smartphone, tablet e computer sono i maggiori desideri. In nome della convenienza, però, si scelgono gli acquisti on-line. L’e-commerce rappresenta il nuovo futuro degli acquisti, anche in materia di regali di Natale. Comodamente dalla propria sedia e approfittando di vantaggiose offerte 9,2 milioni di consumatori sceglieranno questa strada, come riporta la ricerca condotta da Netcomm (Consorzio del Commercio elettronico italiano).

Per i bambini, invece, Babbo Natale cercherà di essere sempre abbastanza generoso, anche se più lungimirante. La maggior parte degli intervistati ha dichiarato di non essere disposta a sacrificare i sogni dei più piccoli. Che si scelgano i più moderni giochi elettronici o si ritorni ai vecchi giocattoli di una volta (31% dei casi), tutti i bambini avranno qualcosa da scartare sotto l’albero e nessuno resterà a mani vuote.

E per finire anche il caro vecchio presepe e l’albero di Natale verranno presi di mira dalla crisi. Solo il 33% degli italiani farà il primo e il 39% il secondo. La Coldiretti parla di abeti accorciati in media di mezzo metro con un risparmio di circa 50 euro. Si sceglie la praticità, la comodità e la convenienza. Anche se il rischio è quello di dimenticare un po’ le tradizioni. Minima la percentuale (6%) di chi dirà no completamente alle decorazioni e agli addobbi.

Un Natale, quello del 2014, quindi sicuramente con meno luci e meno doni. Un’occasione forse, anche se per necessità, di riscoprire il vero senso di questa festa, per chi ancora vuole crederci. Il consumismo, lo shopping verranno in parte abbandonati, si spera, per fare posto a qualcosa di più profondo. Quei valori semplici, e che non si possono comprare, che dovrebbero rappresentare il Natale.

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