Contrabbando: tabacco, in UE un affare da 11 miliardi l’anno

Coinvolte circa 150mila persone. esperti a confronto a Napoli con la Fondazione Coldiretti, osservatorio sulla criminalità nell’agricoltura e nell’agroalimentare

tabaccoUn giro di affari, ogni anno, tra gli otto e gli undici miliardi di euro che vede protagoniste, in tutti i Paesi dell’Unione Europea, tra le 100mila e le 150mila persone: queste sono le cifre dell’affare del traffico illecito di tabacco in Europa. Sigarette illegali che finiscono per essere vendute con gravi danni per l’erario, a causa dell’elusione dei dazi doganali, e del sistema produttivo, ma che finiscono per rappresentare anche un serio pericolo per  la salute dei consumatori, in quanto sfuggono ad ogni controllo. Sono i dati dello studio “Transcrime EU Outlook” sul commercio illecito dei prodotti del tabacco in Italia  presentati nel corso di  un convegno promosso e organizzato   oggi a Napoli, con numerosi esperti a confronto,  dalla Fondazione di Coldiretti “Osservatorio sulla criminalità nell’agricoltura e sul sistema agroalimentare”, in collaborazione, tra gli altri, con la Philp Morris Italia dal Ernesto Savona, ordinario di criminologia nell’Università Cattolica del Sacro Cuore di Milano, direttore dell’Istituto Transcrime partner dell’Università Cattolica di Milano e dell’Università di Trento, nonché punto di riferimento, nazionale ed internazionale, per la ricerca sulla criminalità transnazionale e coordinatore del programma internazionale in scienze criminologiche e della sicurezza e dal professor Francesco Calderoni ricercatore presso la facoltà di Scienze Politiche dell’Università Cattolica del Sacro Cuore di Milano.

Quello del tabacco illecito è fenomeno che minaccia un comparto che solo in Italia – come ha denunciato il presidente campano e  vicepresidente nazionale della Coldiretti, Gennaro Masiello – negli ultimi sette anni ha visto una riduzione di circa 30mila addetti, di 500mila quintali di prodotto e di circa 1 miliardo di euro di volume di attività. Tra le regioni maggiormente danneggiate c’è la Campania, la prima regione produttrice di tabacco in Italia che conta ancora oggi il maggior numero di aziende, di addetti (circa 30mila) e la maggior quantità di prodotto (250mila quintali) con una peculiarità: si tratta di prodotto non ”meccanizzato”, dove conta ancora molto la lavorazione fatta a mano. Quella della concorrenza sleale del traffico di tabacco illecito ha ricadute molto gravose per aziende che sono riuscite a realizzare, proprio per la loro affidabilità e qualità del prodotto, una filiera corta proprio con la Philip Morris Italia – ha rilevato Masiello rilanciando la necessità di mettere in campo strumenti sempre più efficaci per rafforzare i controlli a tutela dei tabacchi di qualità.

Per il contrasto al traffico del tabacco illegale i controlli  ogni anno – è stato ricordato nel convegno – vedono denunciate, in tutta Europa, tra le settemila e le undicimila persone. Non si tratta più dei vecchi contrabbandieri ma, ma per la maggior parte, di personaggi inseriti in vere e proprie organizzazioni che hanno una notevole disponibilità finanziaria. Il mercato illecito in Campania registra 26,8 milioni di sigarette ogni 100.000 abitanti, seguito da Basilicata (10,4) e Lombardia (9,7) [dati 2013].

Il business del traffico delle sigarette di contrabbando in Europa, per volumi di affari, ”è sostanzialmente uguale a quello della cocaina”. Ha affermato – Gian Carlo Caselli, presidente del Comitato scientifico ”Osservatorio agromafie”, intervenendo ai lavori”. ”Siamo in un caso come nell’altro – ha proseguito Caselli – su cifre vertiginose di arricchimento del crimine organizzato e del conseguente impoverimento delle nostra economia. Non bisogna mai dimenticare che ogni soldo che finisce nelle tasche dei mafiosi, è un soldo sottratto alle nostre tasche. Sono problemi che ci riguardano da vicino – ha concluso – perché riguardano il nostro futuro e la qualità della vita”.

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