Renzi riflette sulla riforma de “La Buona Scuola”, prende tempo e rimanda tutto al 22 febbraio

Necessaria la carica dei mille che “avvertono questa battaglia come una battaglia propria”

Buona scuola15 dicembre – In merito alla tanto discussa Riforma de “La Buona Scuola”, il premier Matteo Renzi si è concesso uno “stop”, rimandando l’incontro con i rappresentanti del mondo scolastico al prossimo 22 febbraio, proprio in occasione del suo primo anniversario governativo.

La motivazione alla base, spiega il premier, è che “in questi primi mesi non sono riuscito a raccontare bene come la riforma della scuola sia il motivo, lo strumento, la ragione di speranza per il futuro del Paese. La riforma non la fa solo il governo, ma si fa con l’opinione pubblica, perché questa è la riforma delle persone”.

Necessaria quindi per la Riforma della Scuola una “carica dei mille”, ovvero coloro che “avvertono questa battaglia come una battaglia propria, che entrino nel merito dei provvedimenti e che dicano: questa cosa mi riguarda troppo, non posso lasciarla al presidente del Consiglio o al sottosegretario”.

Queste le sue dichiarazioni nel corso della giornata conclusiva del Pd sulla “Buona Scuola”.

Il premier ha aggiunto inoltre: “Stiamo facendo un lavoro di riforme molto più strutturale e strutturato di quello che si pensa, è un lavoro sistematico perché pensiamo e siamo sicuri che sia arrivato il momento per l’Italia di cambiare e il futuro del Paese è l’educazione per portare il Paese fuori dalla cultura della mediocrità. La scuola non è un tema solo per gli addetti ai lavori. La buona scuola é la priorità del Paese, la vera scommessa educativa e culturale”, ribadendo la necessità di un impegno comune per la salvaguardia del futuro del paese: “La scuola italiana la dobbiamo difendere da chi dall’interno la mina, servono almeno mille persone che abbiano il desiderio di dedicare un po’ di tempo a questo, la riforma della scuola la facciamo tutti insieme e se la facciamo smetteremo di raccontare che la scuola è il luogo dei nostri problemi. Abbiamo bisogno della vostra intelligenza, della vostra passione e di chi come voi vuole bene alla scuola”.

 FOTO: tratta da rainews.it

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