Housing sociale in Campania: l’indifferenza della Regione

Alleanza Cooperative Italiane Campania: volontà politica inaccettabile

logo alleanzaNapoli, 15 dicembre – “Abbiamo bisogno di risposte rapide e certe, centinaia di famiglie rischiano di perdere la casa a causa della latitanza dell’Assessorato all’Urbanistica della Regione Campania”. Così si è espressa l’Alleanza delle Cooperative Italiane Campania alla conferenza stampa, presso la Camera di Commercio di Napoli, in via S. Aspreno, registrando l’assenza di iniziative e proposte programmatiche da parte dell’ente di Santa Lucia sulla questione dell’housing sociale.

“Fino ad oggi la Regione ha prodotto solo uno stato di fermo che interessa programmi per ben 6.000 alloggi – denuncia l’Alleanza – non avendo avviato le procedure del bando dell’housing sociale, in base alla legge 16/2014, contenente una precisa norma per la ripresa dei provvedimenti”. “Inoltre – prosegue l’Alleanza – il mancato pagamento dei crediti vantati dalle imprese e dalle cooperative, sta mettendo a rischio i relativi programmi costruttivi”. “Di fatto, il diritto alla casa, in proprietà o in affitto, per le fasce deboli – conclude l’Alleanza – è totalmente ignorato dalla Regione Campania e questa è una volontà politica inaccettabile.

Assenza di politiche abitative della Regione Campania per le fasce deboli. Il crollo del mercato immobiliare, conseguenza e causa della crisi, ha chiarito una cosa molto semplice: il problema della casa non è causato dalla carenza di alloggi, ma dalla carenza di credito e dalla povertà crescente. In Campania le risposte della politica a questa emergenza sociale sono state deboli e sbagliate. Le varie versioni del cosiddetto “piano casa”, in mancanza di adeguati finanziamenti, hanno previsto la possibilità di trasformare la destinazione delle aree industriali dismesse per la realizzazione di alloggi, in cambio di una percentuale compresa tra il 20 ed il 30% delle nuove volumetrie destinata ad housing sociale.

Contributi regionali spariti nel nulla. La Regione Campania ha messo in piedi una strumentazione normativa che, attraverso la valutazione di manifestazioni d’interesse e la successiva emanazione di bandi, premia una serie di operazioni di cambio di destinazione di aree e manufatti verso le quali, oltre alla moneta urbanistica, sono state impegnate somme per oltre 120 milioni di euro, di cui attualmente si sono perse le tracce.

Tutto questo, rafforzato dall’approvazione della Legge regionale 19/2009 e successive modifiche, ha portato la Regione ad abbandonare qualsiasi forma di finanziamento di edilizia sociale regolarmente localizzata in aree PEEP (Piani per  l’Edilizia Economica e Popolare) o destinate ad edilizia convenzionata che pure sono previste dagli strumenti urbanistici di grandi Comuni della nostra Regione a partire da Salerno, Benevento ed Avellino.

Cancellazione degli impegni assunti. Infine, con una norma inserita a sorpresa nell’ultima finanziaria regionale, è stato genericamente sancito il divieto di utilizzare i fondi destinati all’edilizia sociale per nuove costruzioni.  Da un lato, si blocca l’accesso ai finanziamenti per il cambio di destinazione d’uso delle aree agricole, ma dall’altro si bloccano anche i fondi per i programmi di nuova costruzione destinati all’edilizia sociale. Il Consiglio regionale della Campania con la legge n. 16/2014 ha inserito una norma per la ripresa dei procedimenti relativi al social housing che interessano ben 6.000 alloggi.

Perdita del finanziamento nazionale. A distanza di tre mesi non si provvede a dare seguito a tale dispositivo con la conseguenza che si mette a rischio la realizzazione dei programmi costruttivi con la revoca dei 41 milioni di euro stanziati dal ministero, cosa che sta già diventando oggetto di  diversi contenziosi per gli impegni finanziari finora assunti.

Mancata liquidazione del saldo dei contributi sui programmi finanziati. A questo si aggiunge anche il silenzio della Regione, sulla mancata liquidazione, più volte richiesta, del saldo dei contributi sui programmi finanziati (ai sensi delle L. 457/78 e 179/92 – bandi 2001 e 2003) nonché dei finanziamenti concessi ai sensi della L. 21/2001 già trasferiti dal Ministero delle Infrastrutture alla Regione Campania.

A rischio i programmi costruttivi avviati. Tale ritardo, dovuto all’insufficienza negli stanziamenti di Bilancio, sta mettendo in gravissime difficoltà l’intero settore. Basti pensare che nel 2013, a fronte di un credito vantato da Comuni, IACP, imprese e cooperative di circa 30 milioni di euro, la Regione ha destinato all’edilizia abitativa solo 3,4 milioni ed i relativi pagamenti sono fermi a marzo 2013.  Tale atteggiamento persiste, nonostante l’approvazione, all’unanimità, qualche mese fa, da parte del Consiglio Regionale di una mozione con la quale si chiede lo sblocco dei fondi per i programmi in corso.

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