La scultura a Napoli in un percorso tra la storia e la contemporaneità

“Il Bello o il Vero. La scultura Napoletana del secondo Ottocento e del primo Novecento” in un “viaggio tra reale e digitale” nel Complesso Monumentale di San Domenico Maggiore

Il bello o Il VeroUn’occasione per conoscere, ammirare, scoprire, in questo periodo natalizio, la bellezza della scultura napoletana tra la fine dell’Ottocento e gli inizi del Novecento, “Il Bello o il Vero. La scultura Napoletana del secondo Ottocento e del primo Novecento”, è tra le grandi mostre d’arte a Napoli – promossa dal Comune di Napoli e dall’Università degli Studi di Napoli Federico II, con il patrocinio della Regione Campania -nello splendido Complesso Monumentale di San Domenico Maggiore nel centro storico di Napoli

Inaugurata il 30 ottobre scorso, la mostra rimarrà aperta per tutto il mese di gennaio 2015, dal lunedì alla domenica, dalle 10.00 alle 18.00, con ingresso libero. L’esposizione offre un panorama della produzione scultorea napoletana con opere provenienti dalle collezioni private e dai musei pubblici, portando all’attenzione un periodo storico-artistico complesso, tra il secondo Ottocento-primo Novecento, che è stato non adeguatamente valorizzato e rimasto a margine  delle occasioni espositive. Circa 250 opere che documentano una stagione artistica partenopea fondamentale per il rinnovamento del gusto dell’epoca verso Realismo e Impressionismo,

Curata da Isabella Valente, inserita nell’ambito del Forum Universale delle Culture, Il Bello o il Vero è una mostra che arricchisce il panorama culturale di Napoli e che valorizza il nostro patrimonio artistico.

L’esposizione, in un’ottica divulgativa, coniuga la fruizione artistica con le nuove tecnologie in un rapporto tra storia e contemporaneità, offrendo una conoscenza completa delle opere attraverso modelli di comunicazione innovativi tra visitatore e oggetto artistico.

Il percorso espositivo, articolata in 9 Sezioni, rivolto ad esperti del settore, appassionati, visitatori, turisti, si avvale di tecnologie sviluppate da Databenc (Distretto ad Alta Tecnologia dei Beni Culturali), che consentono una corretta e stimolante conoscenza dell’opera con un apprendimento non passivo ma che, grazie all’utilizzo di sistemi di social networking, è in grado di interagire con ogni tipo di fruitore, dallo studente al turista, dal visitatore occasionale allo studioso – ricostruzioni 3D, navigazioni virtuali su schermi ad altissima risoluzione, contenuti multimediali.

Le 9 Sezioni approfondiscono altrettanti ambiti tematici, dagli spazi pubblici della scultura Otto-Novecentesca  fino al Realismo e Simbolismo.

Tra capolavori dei maggiori artisti fin de siècle e ricostruzioni virtuali delle opere monumentali, il visitatore può seguire tappe definite, avvalendosi di specifici supporti didattici e tecnologici, o percorrere liberamente gli ambienti.

Attraverso supporti tecnici per stimolare la curiosità e la conoscenza critica, il visitatore può muoversi attraverso un itinerario fruitivo dinamico, viaggiare nel tempo e nello spazio, tra i capolavori dei più importanti artisti fin de siècle (da Vincenzo Gemito ad Achille d’Orsi, da Giovan Battista Amendola a Raffaele Belliazzi, da Francesco e Vincenzo Jerace a Costantino Barbella, da Filippo Cifariello a Giuseppe Renda) con ricostruzioni in 3D.

In occasione della mostra, è stato pubblicato il Catalogo Il Bello o il Vero. La scultura napoletana del secondo Ottocento e del primo Novecento ed il volume di approfondimento La forma fragile della bellezza. La Collezione Jerace del Comune di Napoli, curati da Isabella Valente.

Per ulteriori dettagli, si può consultare il sito dedicato: www.ilbellooilvero.it

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