Facebook: arriva il clic-antibufale, ma il web si divide

L’obiettivo è quello di migliorare la qualità dei contenuti e la soddisfazione degli utenti

Facebook25 dicembre – Novità all’orizzonte in casa Facebook. Questa volta l’obiettivo è quello di scongiurare il più possibile la “disinformazione digitale di massa”, mediante il cosiddetto “clic-antibufale”.

Tra le opzioni per la segnalazione di un post, circola da qualche giorno una nuova voce che consente di nascondere le notizie false che deliberatamente circolano ogni giorno sulle bacheche degli utenti.

Un portavoce di Facebook Italia ha dichiarato che al momento si tratta di una novità in fase di sperimentazione ma che si è resa necessaria: “Segnalare storie che non si desidera vedere aiuta il News Feed a fare un lavoro migliore per mostrare contenuti più rilevanti in futuro”.

L’obiettivo principale è come sempre quello di fornire contenuti quanto più aderenti possibile alla personalità e agli interessi degli utenti, ma il popolo del web già si divide in merito.

Non è infatti ancora chiaro che cosa si intenda precisamente per “una notizia deliberatamente falsa” o “una truffa smascherata da una fonte affidabile”; motivo per cui resta da capire come venga valutata la credibilità di una notizia e secondo quali criteri.

Facebook risponde in merito dichiarando che “le segnalazioni vengono trattate da un team dedicato composto da esperti qualificati in ambito sicurezza”.

Il timore degli utenti che non hanno visto di buon occhio l’introduzione di questa novità riguarda la trasparenza delle notizie: in molti si chiedono cosa accadrebbe se un nutrito gruppo di persone segnali un articolo vero per soli scopi politici, magari con l’intento di oscurarlo e farlo passare in secondo piano.

Lo studioso Sergio Maistrello, interpellato in merito, ha dichiarato infatti che “la questione non è tanto su ciò che è vero e su ciò che non lo è, quanto sullo scontro partigiano tra visioni diverse del mondo”.

Tutto questo a suo dire “porterà a una maggiore acredine tra fazioni, non facendo che rafforzare le credenze di chi è tacciato di credere in notizie false, e quindi la loro diffusione e fruizione”, determinando anche se inaspettatamente, delle conseguenze sociali piuttosto rilevanti.

FOTO: tratta da telegraph.co.uk

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