Sotto l’albero di Natale degli italiani in aumento i regali tecnologici e gli smartphones

Sono 21 milioni e 994 mila le persone che ancora non navigano su internet, il 38,3% popolazione residente

regali-tecnologiciNatale è arrivato, con tutte le sue tradizioni sono arrivati anche i regali. La spesa media per persona per i regali di Natale si attesta a 171 euro, valore pressoché simile a quello dell’anno scorso, ma il 40,7% in meno rispetto a quello del 2009 (289€), un calo non da poco effetto della ben nota crisi.

Cosa hanno regalato gli Italiani? Secondo un’indagine Confcommercio-Format, i generi alimentari (73,3%) e i giocattoli (51,6%) regnano nella lista dei regali. Un dato importante è riportato anche dall’aumento di regali tecnologici. Tra tutti gli smartphone (15%) seguiti da Cd e Dvd (11,6%) e i videogames in leggero aumento (9,2%); in calo, tra i regali tecnologici, troviamo computer, stampanti, scanner e telefoni cellulari.

Non ci si sorprende nel vedere gli smartphones in cima alla lista dei regali tecnologici, dopotutto secondo il rapporto Istat “Cittadini e nuove tecnologie” riferito al 2014, questo, resta la prediletta tra le nuove tecnologie per l’informazione e la comunicazione, ormai presente nel 93,6% delle famiglie.

Nonostante ciò ci sono ancora 21 milioni e 994 mila persone che non navigano (38,3% popolazione residente) un dato che porta l’Italia in una posizione di svantaggio rispetto agli altri paesi. Tra i non connessi la percentuale tra i 65-74 anni è del 74,8%, oltre il 90% per gli over settantacinque. Il rapporto però mostra anche come siano “alte anche le quote di non utenti tra i giovanissimi (1 milione 518 mila tra i 6-10 anni) che, seppure definiti nativi digitali, per più del 50% non utilizzano la rete”.

Questo andamento ha influito sugli acquisti natalizi difatti i regali sono stati acquistati per lo più nei punti vendita della grande distribuzione (63,7%) e nei negozi tradizionali (54,9%) mentre la percentuale di italiani che ha acquistato regali online è del 38%, in aumento rispetto al 2013 (+7,9%).

Questo incremento da speranza, e come spiega Andrea Rangone, coordinatore Osservatori Digital Innovation Politecnico di Milano — “Il superamento del Digital Divide è fondamentale per il Sistema Paese per due ragioni. Una culturale e sociale e un’altra economica: è sulle nuove tecnologie che si sposta una quota sempre più consistente del business mondiale e l’Italia non può rimanere indietro”.

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