Tangenziale di Napoli: automobilisti rischiano l’ennesimo aumento del pedaggio

Per gli utenti della tangenziale di Napoli, sarebbe il tredicesimo aumento di pedaggio dal 2001 ad oggi

tangenziale_napoliPotrebbe essere il tredicesimo aumento di pedaggio dal 2001, quello proposto dal Ministro Maurizio Lupi per l’A56, la Tangenziale di Napoli. L’ultimo, solo un anno fa, portò il prezzo da 90 a 95 centesimi. Ora, per i 270.000 utenti giornalieri dell’asse viario, potrebbe arrivare ad 1 euro. Il rischio, che potrebbe diventare reale ad inizio 2015, è contenuto nel piano di adeguamento delle tariffe autostradali, proposto dal titolare del Ministero delle Infrastrutture e dei Trasporti. Il decreto, pronto ma non ancora firmato, nel frattempo sta provocando accese polemiche tra gli utenti. Qualcuno ha reagito mandando email al Ministero, altri pensano ad una class action.

La tangenziale, il cui primo tratto tra la Domitiana e il quartiere Fuorigrotta venne inaugurato nel 1972, è una delle prime opere realizzate con il metodo del project financing. Tra i maggior finanziatori dell’opera, interamente realizzata con capitale privato, vi furono IRI per il 70%, SME 15% e Banco di Napoli 15%. Il pedaggio si rese da subito necessario, per far fronte all’investimento notevole: si pagavano 300 lire nel 1972, anno di apertura al traffico.
Il tributo, era previsto da una convenzione stipulata da ANAS e società di gestione INFRASUD S.p.A. (ora denominata Tangenziale di Napoli S.p.A.) Convenzione che sarebbe dovuta durare per 33 anni ma rinnovata nel 2008, con l’impegno da parte dell’azienda ad effettuare una serie di opere che giustificano il prolungamento del pedaggio. Solo un espediente, perché nei fatti il costo che servì per realizzare l’opera, pari a circa 46 miliardi delle vecchie lire, è stato più che ammortizzato.

“È giusto ricordare – sottolineano Francesco Emilio Borrelli dei Verdi e Gianni Simioli, conduttori del programma radiofonico La radiazza – che la Tangenziale di Napoli è l’unico asse viario in Europa interno a una città a pagamento. Per restare in Italia, a Torino e Milano si paga solo in pochi punti ma per le tratte esterne alle città. Purtroppo fino ad oggi non è stato possibile sottrarre questa strada alla gestione privata e ottenere il pedaggio solo per per chi esce o entra dalla città e non per i caselli interni. Ciò nonostante proporremo all’Unione Europea questa gravissima sperequazione che penalizza e tartassa ingiustamente i napoletani”.

Gli automobilisti, “abbandonati da qualsiasi partito e sindacato – denuncia l’associazione Noiconsumatori.it – tutti attenti a non rompere le uova nel paniere dei poteri forti, sono ancora una volta delusi e arrabbiati dopo che la tangenziale aumenterà ancora il pedaggio, occorre ora una seria mobilitazione per la libertà del diritto di circolazione e la riduzione a zero (salvo eventualmente vere spese di manutenzione) del costo della tariffa prevista, abolendolo del tutto il pedaggio dorato”.
Il Presidente di Tangenziale di Napoli S.P.A, Paolo Cirino Pomicino, spiega: — “Il nodo sull’aumento verrà sciolto solo la prossima settimana. Le risorse servono per la manutenzione”. Poi, aggiunge: — “Se il Comune vuole la compra, o se non lui qualcun altro”.

Certo, Pomicino dovrebbe spiegare come, secondo lui, un Comune italiano e soprattutto di questi tempi, potrebbe acquistare un’opera che ogni mese frutta nelle casse di Atlantia S.P.A (holding finanziaria di cui fa parte Autostrade per l’Italia S.P.A), diversi milioni di euro. Non bastavano le assicurazioni più care d’Italia. La tangenziale di Napoli continuerà ad essere ancora motivo di sofferenza per le tasche dei napoletani. E non si sa, per quanto tempo ancora.

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