Sfratti: a rischio 30mila famiglie, non ci saranno proroghe

No del decreto Milleproroghe, sì agli sfratti. Preoccupazione del Sunia, gioia di Confedilizia

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Non ci sarà alcuna proroga del blocco degli sfratti per il 2015. A dichiararlo ufficialmente è il decreto Milleproroghe, pubblicato il 31 dicembre in Gazzetta Ufficiale. Eliminato completamente il provvedimento che prevedeva l’allungamento dei tempi di tolleranza per gli inquilini morosi.

“Nei prossimi giorni circa 30 mila famiglie rischiano lo sfratto”, spiega Aldo Rossi, segretario nazionale del Sunia, il sindacato degli inquilini. Famiglie bisognose, il cui reddito lordo non supera la soglia dei 27 mila euro l’anno. Famiglie con a carico bambini piccoli, anziani, portatori di handicap e malati terminali. Famiglie che di qui a poco vedranno negato il loro diritto alla casa e verranno sbattute in strada.

Il Milleproroghe, un provvedimento nato come misura eccezionale e messo in atto regolarmente dal 2005 ad oggi, prevede circa una ventina di slittamenti in tema di pubbliche amministrazioni, ambiente, sanità e scuola. Quest’anno, però, a restare fuori è la proroga del blocco degli sfratti. Una misura che ha fatto gelare il sangue all’Unione inquilini, al Sunia e agli affittuari “responsabili” di morosità incolpevole.

Grande sollievo, invece, da parte di Confedilizia, l’organizzazione che tutela i proprietari immobiliari. “Il governo evita il trentunesimo blocco degli sfratti: ha rotto la rituale liturgia”, afferma il presidente Corrado Sforza Fogliani. Il riferimento spontaneo alla legge dell’equo canone che per Confedilizia “non risolse alcun problema ma nel contempo ne creò tanti”.

Il Ministero delle Infrastrutture, dal canto suo, si appella al decreto casa, spiegando che sono previsti incrementi ai fondi affitti e morosità incolpevole. 446 milioni di euro (di cui 200 milioni per gli affitti e 226 per la morosità incolpevole), la cifra stanziata dal governo a sostegno delle famiglie in forte disagio abitativo. A questi poi, sarebbero da aggiungere circa 400 milioni per la ristrutturazione delle case popolari. Una risposta che non soddisfa il segretario generale del Sunia Daniele Barbieri, che ha precisato: “La categoria di inquilini in questione non è interessato dai fondi di cui parla il Ministero. Si tratta di persone che pagano regolarmente l’affitto non di morosi”.

È proprio a sostegno di queste famiglie che il Sunia e l’Unione inquilini sono intenzionati a combattere. Due giorni fa l’Unione aveva inviato una “lettera aperta” al premier Matteo Renzi. La richiesta, rimasta inascoltata, appunto quella di inserire all’interno del decreto la proroga del blocco degli affitti. “Una proroga che riguarda una singola fattispecie di sfratti, quella per finita locazione, e interessava esclusivamente un numero limitato di famiglie”, ha dichiarato il sindacato, mettendo l’accento sulla situazione delle grandi aree metropolitane come Milano, Torino, Roma e Napoli.

Ma la battaglia non si ferma qui. “Chiederemo ai prefetti di non concedere forza pubblica per questo tipo di sfratti e poi ci impegneremo affinché in sede di legge di conversione del decreto venga inserita la proroga”, ha affermato il segretario generale del Sunia, deciso a non arrendersi. Mentre un possibile dietrofront da parte del Governo per Confedilizia rappresenterebbe solo una “pericolosa demagogia”.

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