Tu parlavi una lingua meravigliosa, suit musicale dedicata a Lucio Dalla

Pastische drammaturgico di Carmine Borrino, voce Francesca Colapietro, pianoforte Mariano Bellopede

Ricordo DallaDopo la prima del 27 dicembre a Napoli, presso l’associazione Frammenti e il debutto a Salerno, il 3 e 4 gennaio 2015, al Teatro del Giullare, ritorna a grande richiesta, il 9 gennaio, sempre presso Frammenti (in via Salvator Rosa 46) “Tu parlavi una lingua meravigliosa”, suit musicale di – a – da – in – con- su – per – tra – fra Lucio Dalla, pastiche drammaturgico realizzato da Carmine Borrino, che vede al piano Mariano Bellopede e la voce di Francesca Colapietro a rievocare le parole del cantautore Bolognese.

Lo spettacolo, interamente costruito sulle canzoni di Lucio Dalla, nasce grazie alla sinergia di tre artisti ampiamente ispirati dalla sua produzione musicale. Mariano Bellopede come musicista, Francesca Colapietro come cantante e Carmine Borrino come drammaturgo, sono cresciuti e si sono formati tenendo ben presente la poetica e la musica di Dalla. E con la consapevolezza di conoscerne bene i fondamenti e la lingua da cui generava le emozioni in musica e parole, hanno confezionato il loro speciale “regalo per Lucio”.
In “Tu parlavi una lingua meravigliosa” è Dalla che parla al suo pubblico e lo fa attraverso i personaggi delle sue canzoni, innamorati, vissuti, inconsapevoli poeti di periferia, che attraversano la sua musica. Donne e uomini semplici e affascinanti, che quasi viene voglia di conoscere davvero, tanta e tale è la vitalità espressiva che li attraversa e che ci attraversa quando sentiamo cantare di loro. Più che un recital, “Tu parlavi una lingua meravigliosa” è una suite, dove una canzone finisce dentro l’altra, la strofa di una si incontra con il ritornello di un’altra e viceversa, tutto semplicemente avvolto in modo da creare una piccola storia. Una storia d’amore, perché l’amore è il centro di tutta la produzione di Dalla. La musica, mai scontata, mai banale, anche se costruita su elementi semplici, asseconda la poesia, perché solo così si può “parlare e cantare una lingua meravigliosa”.

Lascia un commento