Domani il nuovo numero di Charlie Hebdo, il primo dopo l’attentato, con 3 milioni di copie

Tra il dolore e la paura esce il nuovo numero di Charlie Hebdo. Tante risate e nessuna voglia di arrendersi

Charlie-HebdoUna Francia a lutto e completamente sconvolta quella che esce fuori dagli attentati terroristici alla sede di Charlie Hebdo e al Hyper Casher di Porte de Vincennes. Il dolore per le vittime tragicamente uccise, 20 nel complesso. La paura che la minaccia del terrorismo possa tornare a farsi sentire. La caccia ai possibili complici di Amedy Coulibaly, il killer che ha tenuto nel terrore un supermercato ebraico quattro giorni fa.

Le ricerche si concentrano su Hayat Boumeddiene, la compagna di Coulibaly di cui in questi giorni è emerso un video che ne attesterebbe l’arrivo ad Istanbul il 2 gennaio scorso, prima quindi dei drammatici eventi.Fonti della polizia francese, però non escludono che ci possano essere fino a 6 terroristi a piede libero, tutti in rapporti con Coulibaly e i fratelli Kouachi, gli artefici dell’attentato a Charlie Hebdo.

A Parigi oggi, nel cortile della prefettura, si sono tenuti invece i funerali degli agenti uccisi durante gli attacchi terroristici. Clarisse Jean-Philippe, Franck Brisolaro e  Ahmed Merabet, il poliziotto freddato con un colpo di Kalashnikov mentre, steso a terra, chiedeva pietà. A pochi giorni dalla loro scomparsa sono diventati il simbolo di una Francia intenzionata a combattere il terrorismo, anche a costo della propria vita. E tra loro spicca il nome di Ahmed, un agente di fede islamica proprio come i suoi stessi attentatori, morto difendendo Charlie Hebdo, il giornale satirico che duramente colpiva anche la sua religione. Una vicenda che ha ricordato al mondo che un islam non fondamentalista, non terrorista esiste, e porta il volto di Ahmed Merabet.

“Clarissa, Franck, Ahmed sono morti perché noi potessimo continuare a vivere liberi”, ha detto il presidente Francois Hollande durante la cerimonia di commemorazione, trasmessa per la prima volta anche all’esterno della prefettura davanti a migliaia di persone in silenzio. Il presidente ha poi conferito ai tre poliziotti la Legione d’onore postuma, la più alta onorificenza concessa dalla Repubblica Francese, apponendo le medaglie sui cuscini posti sopra le bare.

Nel frattempo anche Gerusalemme piange le sue vittime, i quattro uomini uccisi dalla furia di Amedy Coulibaly mentre erano al supermercato a fare la spesa per lo Shabbat. All’alba sono giunte in Israele le salme di Yohan Cohen, un dipendente del negozio, Philippe Braham,  François-Michel Saada e Yoav Hattab, figlio del rabbino capo di Tunisi. Il rito si svolgerà sia in francese che in ebraico e oltre al capo dello Stato Reuven Rivlin e al premier Benjamin Netanyahu sarà presente anche il ministro dell’ecologia Ségolène Royal in rappresentanza della Francia.

E proprio in Francia domani uscirà il nuovo numero di Charlie Hebdo, il primo dopo l’attentato. 3 milioni  è il numero delle copie che verrà diffuso in tutta Europa in 16 lingue. I giornalisti scampati all’atto terroristico si accingono a raccogliere i cocci e a ricostruire la redazione con lo stesso spirito irriverente che contraddistingue il giornale. “Non ci saranno necrologi o spazi vuoti”, come ripete il caporedattore Gerard Biard, ma ancora più vignette con “disegni e testi inediti.” L’arma dell’ironia continuerà a combattere anche ora che il dolore è così assordante e, con una coerenza difficile da mantenere in queste circostanze, Charlie continuerà ad essere lo stesso di sempre.

“Come quello che facciamo ogni settimana da oltre 20 anni sarà un numero con cui cercheremo di far ridere, perché questo è quello che sappiamo fare meglio. Abbiamo iniziato a lavorarvi da giovedì, all’indomani dell’attentato. Proviamo ad esprimere le nostre idee, e quando parlo di nostre idee significa di tutta la redazione, compresi quelli che non ci sono più. Sarà il giornale che conoscete. Avrà 16 pagine. Lo stesso che è sempre stato, e spero sarà sempre, anche se non sarà possibile ignorare 17 morti”, ha dichiarato Biard. E l’intenzione di non cambiare taglio, di non arrendersi si vede già nella copertina di domani firmata da “Luz”. Il volto di Maometto con una lacrima e tra le mani un cartello con scritto “Je suis Charlie”. Il titolo è “Tout est pardonnè”, “Tutto è perdonato” e l’obiettivo quello di far capire “su cosa hanno sparato”.

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