Vinile In#Drink & Vernissage, un concerto travolgente, allegro ed evocativo, con il suono metallico delle chitarre Manouche

Lo stile tipico delle band tzigane, che trae la sua origine dall’irripetibile esperienza artistica del chitarrista Django Reinhardt

Gipsy MoodSalerno – Il jazz delle chitarre manouche apre il nuovo cartellone live della rassegna d’inverno del Vinile – Cibo Vino e Musica, all’insegna del crossover e delle contaminazioni, sviluppato in collaborazione con Progetto Sonora. Giovedì 15 gennaio alle ore 21.30, con ingresso libero, un concerto energico e dal forte impatto suggestivo con il trio salernitano “In a Gipsy Mood”, con un omaggio a Django Reinhardt”.

Lo stile tipico delle band tzigane, che trae la sua origine dall’irripetibile esperienza artistica del chitarrista Django Reinhardt, nell’incrocio tra l’antica tradizione musicale zingara del ceppo dei Manouches e il jazz americano, caratterizza il  nuovo appuntamento della stagione autunnale del Vinile, nel cuore del centro cittadino di Salerno.

Un concerto travolgente, allegro ed evocativo, con il suono metallico delle chitarre Manouche che si sostituisce alla sezione ritmica, coniugando la creatività espressiva dello swing degli anni trenta al folk e al virtuosismo eclettico tzigano. “In a Gipsy Mood” nasce dall’incontro di tre musicisti eclettici, provenienti da formazioni diverse: Massimo Barrella, alla chitarra manouche, artista rigoroso, specializzato in jazz; Osvaldo Costabile, polistrumentista, alla chitarra manouche e violino, appassionato di musiche europee: la strada è la sua scuola; Marco Cuciniello, al contrabbasso, proviene invece dalla musica classica e vanta collaborazioni con numerose orchestre. Il trio, nato soltanto due anni fa, nella formazione di più ampio respiro è accompagnato anche dal pianista Casimiro Erario nella veste di fisarmonicista. Oltre alle composizioni originaliCafè noir” e “Un outre jour avec toi”, In The Gipsy Mood propone un tributo a Django Reinhardt, uno dei massimi esponenti del genere, chitarrista di origine belga appartenente ad una famiglia nomade che, alla fine dei suoi numerosi viaggi, si stabilì con la propria carovana a Parigi, dando origine al “genere zingaro”. Un sound cromatico sanguigno e riflessivo. Ispirandosi a Duke Ellington,con cui collaborò, Django negli anni ’30 ha ripreso tutto il repertorio del jazz americano e l’ha fatto proprio, riprendendo i suoni delle big band d’oltreoceano e rivisitandolo con un ensemble di chitarre.  

Domenica 18 gennaio alle ore 18, invece, ritorna l’appuntamento con i vernissage di “Parète – Artisti al Muro”, il cartellone delle mostre sviluppato in partnership con la Fornace Falcone. Dopo Ellen G., sarà la volta di un’artista poliedrica, Zena Vincenza Maiorino, sensorialista materica. La sua materia vibrante esce dal profondo dell’anima perché lei, oltre la visione, tocca il lato sensoriale. Zena racconta il suo mondo interiore tra sofferenza e spazi di gioia e si riconosce anche senza firma. Per lei l’arte contemporanea è una continua ricerca e guai se non lo fosse. Zena segna un attimo e un’eternità abbracciando il movimento artistico definito “Sensorialismo Materico”, che trae origine dalla necessità di tradurre le intuizioni alogiche e irrazionali in forma. Le emozioni vissute sono trasformate in linee e colori; ogni espressione pittorica è un atto comunicabile di un linguaggio cosmico, un codice universale che definisce l’artista non come colui che si limita a far emergere le proprie conoscenze e abilità, ma come l’uomo che è in grado di scendere maggiormente nell’indicibile e lo fa con discrezione, sperimentando in questo modo il rapporto che intercorre tra lui e la realtà.

Dopo l’inaugurazione della mostra, la serata proseguirà con Vinile In#Drink, l’aperitivo con dj set rigorosamente in vinile, accompagnato dalle degustazioni dello chef Giovanni Sorrentino. In consolle, a far girare i dischi dj Mimmo Visone.

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