Diagnosi del tumore al polmone: da uno studio del CeInGe un nuovo passo avanti

L’equipe del dottor Massimo Zollo, attraverso lo studio del proteina H-prune, ha messo a punto un kit per la rilevazione precoce del carcinoma polmonare non a piccole cellule

Carcinoma_polmonareAncora un successo per il CeInGe di Napoli, dopo il brevetto del vaccino anti-ebola. Oggi dal Sud Italia, il centro di ricerca è diventato un vero e proprio punto di riferimento internazionale per la biologia molecolare e le biotecnologie avanzate applicate alla salute. La sua ultima scoperta, riguarda la creazione di un kit per la prevenzione del carcinoma polmonare non a piccole cellule, ad opera dell’equipe coordinata dal Dott.Massimo Zollo, docente di Genetica presso l’Università Federico II di Napoli.

La ricerca, partendo dallo studio della proteina H-prune, avente un ruolo determinante nei processi tumorali e nella formazione delle metastasi, ha permesso di capire come rilevare il marcatore di tale proteina nel sangue dei pazienti affetti negli stadi precoci di malattia (stadio 1 e 2), in modo da poter usare questa scoperta ai fini diagnostici. Il kit, assicurano i ricercatori, sarà immediatamente utilizzabile. Oltretutto, in un futuro non troppo lontano grazie a questo studio, si avrà la messa a punto di nuovi farmaci capaci di rallentare o addirittura bloccare la tumorigenosi.

Il carcinoma polmonare non a piccole cellule, nel nostro paese colpisce circa 34.000 persone ogni anno e rappresenta attualmente, circa l’85-90% di tutti i tumori al polmone. Solo il 10% dei cittadini europei, rimane in vita per 5 anni dall’insorgere della malattia. Molti, la stragrande maggioranza, non superano neanche i 6 mesi di vita.

Pubblicata sulla prestigiosa rivista scientifica internazionale ONCOTARGET, la ricerca è stata finanziata dall’Unione Europea e dall’Associazione Italiana per la Ricerca sul cancro (AIRC). Ha visto coinvolti vari centri nazionali e internazionali, tra cui oltre il già citato CeInGe: il Dipartimento di Medicina Molecolare e Biotecnologie Mediche dell’Università Federico II di Napoli, la Stazione Zoologica Anthon Dohrn, il Dipartimento di Scienze Cardiotoraciche e Respiratorie della Seconda Università degli Studi di Napoli, il Dipartimento di Pneumologia e Tisiologia dell’Azienda Ospedaliera “Vincenzo Monaldi” di Napoli, la Functional Genomic Unit dell’Istituto Nazionale dei Tumori “Fondazione Pascale”, il Dipartimento di Biologia e Patologia Cellulare e Molecolare del CNR, l’Institute of Pathology dell’Università di Basilea, la School of Biosciences dell’Università di Cardiff e il CNRS e il Centre National de la Recherche Scientifique di Parigi.

“Siamo ancora una volta orgogliosi dell’importanza di una delle tante ricerche condotte nei nostri laboratori – evidenzia Franco Salvatore, fondatore e presidente del CEINGE – che testimonia la grande eccellenza nella ricerca e nella diagnostica che abbiamo raggiunto in questi anni e che ci ha portato ad essere, per unanime consenso della comunità scientifica, un punto di riferimento internazionale per la biologia molecolare e le biotecnologie avanzate applicate alla salute, tanto da attrarre oggi molti pazienti di diversi Paesi del mondo per le nostre attività di studio e di diagnostica sulle malattie rare e genetiche. Si tratta di risultati che – conclude – ancora una volta ci spronano, nonostante le difficoltà di finanziamento a cui siamo esposti, a portare avanti la nostra mission: la ricerca sulle biotecnologie avanzate applicate alla salute dell’Uomo, che sono il presente e il futuro della medicina”.

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