Impazza il toto-nomi per il successore di Giorgio Napolitano sul colle più alto

Tra i nomi più chiacchierati nel Partito Democratico quello di Veltroni, Amato ed altri graditi alla minoranza dem. Il Movimento 5 Stelle temporeggia. Forza Italia non pone veti

Dimissioni NapolitanoDopo le dimissioni di Giorgio Napolitano (vai all’articolo) è già tempo di trovare un sostituto perchè la data del 29 gennaio, auspicata dal Premier Renzi come primo giorno utile per provare a eleggere il nuovo Presidente, si avvicina e non si vuole arrivare impreparati. Il Premier vorrebbe evitare le brutte figure di qualche tempo fa con i 101 franchi tiratori del Pd che resero un vergognoso servizio allo Stato e agli italiani.

Il profilo del candidato ideale, quello che permetterebbe di avere i 2/3 dell’assemblea (maggioranza qualificata), si dice in queste ore debba essere un profilo politico con esperienza. Se così fosse, appare tramontata l’ipotesi che, il nuovo Presidente, potesse essere rappresentato da una personalità esterna ai partiti, magari proveniente dalla società civile. Sicuramente dovrà essere una personalità che incontri il gradimento del Partito Democratico e di Forza Italia. Appare difficile ogni altra ipotesi, come per esempio un’elezione ottenuta grazie ai voti dei parlamentari 5 stelle perchè sul candidato dei pentastellati deciderà la rete con un voto online.

Tra i nomi più chiacchierati e graditi ai renziani, vi sono quelli di Walter Veltroni e Piero Fassino. Il primo, ex segretario PD ed ex sindaco di Roma, potrebbe essere scelto da Renzi poichè gradito anche alla minoranza dem. Per quanto riguarda Fassino che è attualmente Sindaco di Torino, la sua candidatura potrebbe essere gradita agli ex PCI e limitare il numero di franchi tiratori (calcolati tra un minimo di una decina a un massimo di 130). Stessa cosa dicasi anche per Anna Finocchiaro e Pier Luigi Bersani. Altamente complicata l’elezione di Giuliano Amato e Prodi, la cui candidatura fu bruciata nel 2013 proprio dal voto contrario dei franchi tiratori. Buonissime possibilità sembrano avere alcuni ministri del Governo. In particolare Roberta Pinotti potrebbe contare sull’endorsement anche di NCD (Nuovo Centro Destra) e di Forza Italia.

Il Movimento Cinque Stelle non si sbilancia su alcun nome. I pentastellati sono il secondo gruppo alle Camere per numero di preferenze esprimibili nella corsa al Quirinale. Per tale motivo, stanno cercando di capire quale sarà effettivamente il candidato del PD. I 5 stelle potrebbero convergere sul nome di Prodi per mettere in difficoltà Renzi. Sarebbe complicato per quest’ultimo, bocciare l’uomo che riuscì a battere per ben due volte Berlusconi alle urne. Beppe Grillo, dalle pagine del suo blog si dice non d’accordo e con un post, bolla il toto Quirinale definendolo: Tunnel dell’orrore delle presidenziali. Si ha la sensazione che nel movimento, peserà molto il voto online degli iscritti.

In casa Forza Italia, Silvio Berlusconi non ha intenzione di porre alcun veto a Renzi. Si accontenta del patto del Nazareno e di essere un interlocutore privilegiato con Palazzo Chigi. Berlusconi, vuole evitare franchi tiratori, che potrebbero essere rappresentati da parlamentari vicini a Raffaele Fitto (contrario al Nazareno e che può contare su circa 40 fedelissimi). Per tale motivo, nella giornata di ieri, i due sono stati a colloquio per oltre un’ora e mezza.

Chi sarà il nuovo Presidente? Difficilmente uno tra quelli fin qui nominati. La storia delle elezioni presidenziali, mostra che quando si fa un nome questo viene, come si suol dire, puntualmente bruciato. Per ogni forza politica, sarà difficile tenere a bada i franchi tiratori e comunque è quasi impossibile non scontentare nessuno. Dal 29 gennaio, nell’urna segreta tutto può succedere.

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