Convegno CGIL a Bagnoli, “Il caso Eternit”. Felice Casson (PD): “ipotesi di strage dello Stato”.

Al convegno “Il caso Eternit”, tenutosi il 12 marzo presso l’Istituto Alberghiero G. Rossini di Bagnoli, organizzato dalla varie sigle della CGIL e dell’Associazione “Mai più amianto”, sono intervenuti il Senatore Felice Casson Vicepresidente gruppo PD al Senato, Giovanni Sannino Segretario generale della Fillea Campania, Paolo Giugliano Presidente dell’Associazione Mai più amianto, l’avvocato Massimo Di Celmo della Consulta giuridica CGIL nazionale, Walter Schiavella Segretario generale Fillea CGIL Nazionale, Franco Tavella Segretario generale CGIL Campania, Nicola Pondrano CGIL Piemonte, Federico Libertino Segretario generale CDLM di Napoli.

Non sono potuti intervenire lo scrittore Franco Desiati ed il Sindaco di Napoli Luigi De Magistris che ha inviato un messaggio nel quale dichiarava la vicinanza ed il proprio impegno per l’ iniziativa intrapresa dalla CGIL nel portare avanti il Caso Eternit dichiarando inoltre che l’Amministrazione Comunale sosterrà la Fillea CGIL nel ricorso in appello della sentenza.

Nella sala il clima era già caldo e carico di malcontento da parte degli ex lavoratori dell’Eternit di Bagnoli e dei rappresentanti dei familiari delle vittime per mesioteloma pleurico, che volevano assicurazioni e risposte concrete affinché sia riconosciuto anche a loro lo status di malattia lavorativa ed il risarcimento dovuto. La domanda non posta ma che circolava tra gli ex dipendenti era quella del perché 16 ex lavoratori sono stati risarciti e tutti gli altri no.

Si è discusso ampiamente della sentenza della Magistratura di Torino che ha condannato a 16 anni di carcere per disastro doloso e omissione dolosa di misure infortunistiche i due manager della Eternit Stephan Schmidheiny e Louis De Cartier De Marchienne , escludendo per prescrizione il comparto di Bagnoli.

Nei vari interventi il comune intento era quello di attendere la deposizione della sentenza di Torino in modo da poter comprendere le linee guida dei magistrati e di conseguenza trovare i punti necessari per intraprendere la vertenza per l’Eternit di Bagnoli, affinché sia fatta giustizia anche in questo comparto.

Il senatore Felice Casson che segue dall’inizio del suo mandato la vicenda amianto comunicava il progetto di legge già pronto con i relativi finanziamenti che le successive legislature hanno impedito di essere approvato finendo così in qualche cassetto, esortando il sindacato e le associazioni nel pungolare le autorità competenti nel mettere mano al disegno di legge ormai pronto. Ha proseguito facendo presente che lo Stato Italiano sapeva già dagli inizi degli anni sessanta la insalubrità dell’amianto e che solo trent’anni dopo con la legge n.257 del 1992 lo metteva al bando. Di conseguenza è logico e sempre più concreta l’ipotesi di strage dello Stato, pertanto bisognerebbe fare una attenta valutazione non solo per l’eventuale processo per l’Eternit di Bagnoli ma anche verso una Stato consapevole e pertanto colpevole.

L’intervento di Ponderano della CGIL Piemonte ha reso noto le potenzialità dell’azione sociale dei cittadini della sua zona che, unendosi, hanno ottenuto l’ascolto da parte delle autorità locali, sollecitando alla mobilitazione perché ci deve essere un’unità di consensi e di obiettivi per perseguire questa causa. Così come ha esposto Pasquale Falco figlio di Luigi ex lavoratore Eternit deceduto da poco e unico testimone del comparto di Bagnoli nel processo di Torino, il quale ha mostrato la sua denuncia presso la Procura della Repubblica di Napoli per quanto accaduto a Bagnoli, esortando ad interpellare la giustizia in maniera sia singola che attraverso il sindacato per una maggiore mole di testimonianze al fine di mettere in condizione la magistratura di aprire il fascicolo processuale per Bagnoli.

Al termine dell’incontro c’è stato l’intervento del segretario dell’Associazione Mai più Amianto che ha portato la voce delle mamme di Bagnoli circa il futuro dei loro figli ma soprattutto per la loro salute, attendendo delle risposte per la bonifica sospesa a causa del temine dei fondi in quanto l’amianto trovato è stato maggiore di quanto si pensasse, di conseguenza vaste aree non sono state bonificate.

Giustizia è fatta ma, come spesso accade da noi, non troppo.

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