Rimborsopoli: la Regione Campania non si costituisce parte civile

La Regione Campania non si costituisce parte civile nel processo “rimborsopoli” e qualora non dovesse farlo in seguito, i consiglieri indagati potranno partecipare alle prossime elezioni regionali campane

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Il Presidente della Regione Campania Stefano Caldoro, usa ancora la mano morbida contro i sette consiglieri, accusati a vario titolo di peculato e truffa in relazione all’utilizzo dei fondi assegnati ai gruppi in consiglio regionale. La Regione Campania, non si costituisce parte civile nel processo “Rimborsopoli” (vai all’articolo). Caldoro, prendendo tale decisione, fornisce un assist ai consiglieri indagati perchè permette loro di ricandidarsi alle prossime elezioni regionali campane.

L’udienza, iniziata il 14 gennaio davanti all’ufficio del Gup di Napoli Francesco De Falco Giannone, vede alla sbarra l’ex capogruppo Udeur, oggi Ncd, Ugo De Flaviis, l’ex capogruppo della lista Caldoro, Gennaro Salvatore, i consiglieri regionali Raffaele Sentiero (Ncd), Sergio Nappi (Forza Italia), Massimo Ianniciello (gruppo misto, eletto nel Pdl), l’ex consigliere regionale Angelo Polverino (eletto nel Pdl e agli arresti da un anno per un’altra inchiesta sulle infiltrazioni camorristiche negli appalti dell’Asl casertana), l’ex consigliere Pdl Pietro Diodato.

La costituzione della Regione Campania come parte civile, sarebbe stato un segnale importante lanciato dalla giunta Caldoro che invece sceglie ancora una volta, una linea fin troppo garantista. Come, quando pochi mesi fa, premiò alcuni consiglieri indagati, tra cui Raffaele Santiero che veniva promosso a Capo della Polizia Regionale e Pietro Diodato che veniva messo a capo dell’ASTIR, ex partecipata della Regione Campania che si occupa di bonifiche ambientali.

Una nota dell’ufficio stampa della Regione Campania precisa che “in linea con la prassi dell’Ente Regione, l’eventuale azione civile per il risarcimento del danno potrà essere proposta all’esito dell’accertamento della responsabilità penale degli odierni indagati”. Fonti dell’avvocatura regionale inoltre riferiscono che, a loro avviso, la 154/81 su incompatibilità e lite pendente risulterebbe abrogata da una legge regionale del 2007 che rimanda a un articolo, il 63 comma 4, del decreto legislativo 267/2000. “Dunque, non c’è stata nessuna valutazione su incompatibilità o meno – spiega a il Fatto quotidiano una fonte molto vicina al governatore Stefano Caldoro – ma solo il ribadire una posizione garantista fino alla sentenza”.

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