Mario, il primo gatto cardiopatico salvato grazie a un pacemaker

Non era mai successo che un gatto cardiopatico ricevesse un’operazione del genere. Si tratta di un primato mondiale della veterinaria napoletana

Mario_gatto_cardiopatico_foto_mattinoSi chiama Mario, il gatto cardiopatico che se non fosse stato operato, sarebbe sicuramente morto. Non sarà così grazie ad un pacemaker e un impianto di by pass. A dare la notizia dell’operazione, da primato mondiale è il quotidiano il Mattino, il quale ha intervistato il veterinario che l’ha operato: il dottore Raffaele Amalfitano. Secondo il quotidiano, è la prima operazione di questo genere in Italia e addirittura, anche a livello europeo, non esisterebbero riscontri in tal senso.

Il felino, quando è stato accompagnato alla clinica veterinaria Salus di via Merliani, aveva una frequenza cardiaca bassissima e una forte ipertensione. “È stato usato un dispositivo umano, quello che di solito si usa per i bambini – spiega il dottor Amalfitano – ma quando abbiamo aperto il soggetto ci siamo accorti che non potevamo operare seguendo la pratica comune. È andata bene e – continua – non escludo che lo studio di quest’intervento, possa essere di utilità per gli impianti che si eseguono sull’uomo”.

Il dottore tiene a chiarire, che non è stata una sperimentazione compiuta su un animale: “Ci siamo posti il problema prima dell’intervento discutendone anche con la famiglia che ce lo chiedeva. Abbiamo fatto questo lavoro solo per salvare il gatto, spiegando loro quale rischio si poteva correre. Avendo avuto successo sarà possibile salvare altre vite animali”.

Mario adesso sta bene e si sta lentamente riprendendo. “Ha cominciato a fare le fusa, cosa che fino a quando è stato male – racconta il dottore – non riusciva più a fare”. Il gatto ha sette anni e pesa circa 2,8 kg. Adesso potrà godere di un’esistenza migliore e si spera fatta di forza e vitalità. Come ogni gatto che si rispetti.

FOTO: esclusiva Il Mattino

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