Re-Bit: come riciclare e rigenerare 31 pc e donarli alle scuole

Re-Bit, il progetto nato per i bambini che da nuova vita ai computer inutilizzati

bambini_computerNapoli, 21 gennaio – 31 computer, riciclati, rigenerati, tutti dotati di sistemi operativi open source verranno domani consegnati alle scuole dell’infanzia “L. Bertelli”, “G.Pascoli” e “G. Gigante. Annamaria Palmieri, assessore alla scuola, e l’assessore all’ambiente Tommaso Sodano daranno il via al progetto Re-Bit, uno dei progetti Smart City patrocinato dal Comune di Napoli. L’incontro decisivo avverrà proprio domani alle 9 presso la scuola “Pascoli” di Miano e si propone l’obiettivo di avvicinare i più piccoli al mondo dell’informatica con un occhio rivolto verso l’ambiente.

Il progetto Re-Bit nasce dalla felice collaborazione di Legambiente Campania, dell’Università degli Studi di Napoli Parthenope, dell’azienda A&C Ecotech, che da anni si occupa di riciclo e recupero di materiale elettronico. Un fondamentale ruolo di coordinamento e consulenza ha avuto anche l’Associazione Bidonville, mentre la Fondazione Mario Diana Onlus si è dichiarata intenzionata a finanziarne la realizzazione.

L’idea di Re-Bit è quella di dare nuova vita a computer gettati nella spazzatura troppo presto e ancora utilizzabili. Ridurre l’impatto ambientale delle apparecchiature elettroniche, perlopiù tossiche, è sicuramente uno dei fini più ambiziosi del progetto. In questo modo ben 31 computer sono passati dalla discarica ai banchi di scuola, dando la possibilità ai bambini delle scuole prescelte di partecipare a programmi innovativi di alfabetizzazione informatica.

La prima mossa è stata selezionare i computer riutilizzabili. Studenti tirocinanti, laureandi e dottorandi dell’Università Parthenope, sotto la supervisione dei propri docenti, si sono occupati personalmente del ripristino dei software presso l’azienda A&C Ecotech. Mentre grazie all’azione combinata di Legambiente Campania e dell’Associazione Bidonville sono state selezionate le scuole destinate a ricevere le apparecchiature “salvate”. E gli istituti “Bertelli”, “Pascoli” e “Gigante” sono appunto le scuole fortunate.

Da oggi proprio qui verranno istituiti laboratori multimediali pienamente attrezzati in cui i bambini, tutti tra i 3 e i 6 anni, potranno divertirsi, giocare e imparare, toccando con mano l’affascinante mondo del web. Un approccio innovativo che concentra l’attenzione proprio sui bambini. Un progetto che coniuga la sostenibilità, l’impegno civile e la circolazione delle nuove tecnologie, questo è Re-Bit. La dimostrazione chiara ed evidente di come sia possibile ridurre gli sprechi offrendo al contempo un servizio utile alla comunità, alle scuole.

Computer, lavagne multimediali, attrezzature elettroniche, strumenti didattici nuovi e utili, ma che sempre più scarseggiano nelle scuole, e in particolare in quelle dell’infanzia. Mancanza di fondi è la risposta che si sente dire chi protesta contro l’incuria. Mancanza di fondi sì, ma non solo questo. E un esempio ci viene proprio dagli eventi di cronaca.

Solo poche settimane fa nell’Istituto comprensivo statale “Scudillo – Salvemini” sono magicamente spariti 21 computer: 17 portatili e 3 fissi. Le indagini hanno condotto proprio oggi i carabinieri a casa di Stella Angelino, 38 anni incensurata, e suo figlio Antonio Iorio, 20 anni e già noto alle forze dell’ordine. I due, entrambi abitanti ad Arzano, sono stati sottoposto in stato di fermo con l’accusa di ricettazione e detenzione di sostanze stupefacenti.

250 grammi di marijuana e 900 euro di denaro contante proveniente probabilmente da attività illecite è la refurtiva trovata dagli uomini dell’Arma insieme ai 21 computer. Proprio quelli rubati all’Istituto “Scudillo-Salvemini” solo pochi giorni prima. Ad accertarlo sono state le indagini degli inquirenti che prontamente si sono adoperati per restituire i computer agli aventi diritto, ovvero alle scuole, ai bambini.

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