Aste online che passione: Madbid, un “gioco d’azzardo” che si spaccia per affare

L’e-commerce, un modo veloce, comodo e sicuro per fare acquisti utilizzando Internet. Non sempre, attenti alle truffe

aste onlineAccostandosi al mondo delle aste online, fioccano offerte sbalorditive e promesse di vantaggi incredibili (a cui molto spesso è meglio non credere). Ma attenzione, la truffa è sempre in agguato. Tra i siti più gettonati in questo settore c’è Madbid. Computer a solo 10€, auto a 193€, una settimana di vacanza a poco più di 3€. Basta, però, digitare la parola “Madbid” sul motore di ricerca per capire che c’è puzza di bruciato.

“Finta asta”, “truffa”, “poca trasparenza” i primi risultati della ricerca. Certo, prezzi così irrisori non possono non mettere sull’allerta. Eppure tanti consumatori ogni giorno cadono nella trappola. E, credendo di fare grandi affari, a suon di click perdono centinaia e centinaia di euro. Sì, perdono perché Madbid, a differenza di quanto credono in molti, è a tutti gli effetti un gioco: si può vincere ma anche (e accade il più delle volte) perdere.

Madbid di definisce “il numero 1 delle aste per divertimento”. Ma è proprio nella parola “asta” che si cela la trappola. In un’asta regolare si effettua il pagamento solo dopo aver ricevuto il premio e in caso di perdita non si spende neanche un euro. Su Madbid le cose non stanno così: prima di entrare nel vivo del gioco c’è bisogno di acquistare (fornendo il numero di carta di credito) dei pacchetti di crediti, simili alle fiches del casinò, con i quali poi procedere alle puntate.

Si va dai 9,99 € (pacchetto XS, 80 crediti) ai 374,99 € (pacchetto XL, 3750 crediti). Per puntare, però, non è sufficiente un credito ma ce ne vogliono in media dai 6 agli 8 ogni volta e, per avere maggiori possibilità di vittoria, si deve puntare anche decine di volte. È facile capire come, quindi, i crediti volino via in un batter d’occhio. E il più delle volte senza che si vinca nulla. Una concorrenza spietata, milioni di persone con il computer acceso pronte per puntare nella speranza di essere gli ultimi a cliccare allo scadere del timer. Tutto questo fa sì che ognuno punti sempre di più e spenda sempre di più. E mentre il prezzo del prodotto tanto desiderato ad un centesimo alla volta sale, il portafoglio si svuota. Madbid è un’asta per gioco, ma un gioco d’azzardo.

Ma allora ci si chiede, tutto questo è legale? Secondo la legislazione italiana “Le operazioni di vendita all’asta realizzate per mezzo della televisione o di altri sistemi di comunicazione sono vietate”. Quindi no, formalmente quello che fa Madbid non è legale. In realtà, però, aggirare l’ostacolo non è difficile: basta che le aste siano gestite da società di diritto estere. Proprio come Madbid, la cui sede legale è appunto in Gran Bretagna, a Londra.

Un meccanismo ingannatore, quindi, vestito di legalità. Un meccanismo in cui a guadagnare è sempre il banco. E un meccanismo assolutamente non controllato. L’AAMS (Agenzia delle Dogane e dei Monopoli), infatti, non ha ancora rilasciato a Madbid l’attestato di conformità della piattaforma di gioco. Un certificato che garantisce che le aste non sono pilotate e che quindi chi gioca ha reali possibilità di vincita.

Per porre fine a tutto questo meccanismo e per offrire manforte agli ignari giocatori che hanno perso parte dei loro risparmi, nei mesi scorsi è stata presentata un’interrogazione parlamentare al Ministero dello sviluppo economico. Il deputato della Lega nord Massimiliano Federiga ha chiesto di “mettere in atto opportune iniziative, anche di carattere normativo”, ipotizzando anche un possibile oscuramento del sito. La risposta è stata l’apertura di un fascicolo per “verificare la natura della pratica da contestare”, come cita il Ministro Federica Guidi. Ciò che è certo, per ora, è che di sconti esorbitanti ed offerte da urlo c’è poco da fidarsi.

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