I lavoratori del call center di via Brin protestano: se prima era un luogo abbandonato, ora lo è ma con le strisce blu

Dillo a NapoliTime, lettera alla Redazione. Inizia l’ennesima rivolta dei lavoratori del Call Center Almaviva a Napoli

parcheggio call centerAlla pressante crisi di settore che si abbatte sui nostri stipendi si aggiunge “la pizzicata” del Comune di Napoli. Nei giorni scorsi, purtroppo, ci siamo ritrovati le tanto temute “strisce blu” su via Brin che impongono il pagamento della sosta anche delle nostre auto. È evidente che siamo stati fraintesi! Abbiamo da sempre protestato per il degrado che imperversava in via Brin, nell’imminenza del nostro trasferimento dal Centro Direzionale ed ancora oggi chiediamo tutela e sicurezza ricevendo invece indifferenza e strisce blu. La sorda amministrazione comunale si dimostra interessata ed attenta solo a fare cassa a discapito della collettività che subisce di ogni.

Capisco che un milione e mezzo di visitatori che catalizza il nostro “eccellente vicino” fa gola ma noi in via Brin non siamo in visita culturale, non siamo turisti o scolaresche ma dei lavoratori che fanno enormi sacrifici per andare avanti senza riuscire ad arrivare a fine mese. Non siamo disposti a subire altro, la vivibilità di questa zona è oltremodo peggiorata in contrapposizione ai proclami dell’amministrazione che la rappresenta al mondo in fase di riqualificazione. Oltre a non avere un parcheggio sicuro subiamo un ulteriore costo che si aggiunge ai danni che quotidianamente subiscono le nostre auto. Atti vandalici, furti ed intimidazioni infieriscono non solo economicamente ma sono lesivi anche in termini di stress emotivo che potrebbe condizionare negativamente lo svolgimento del nostro lavoro.

Ci auguriamo che l’incontro richiesto ed ottenuto per il prossimo 27 gennaio sia risolutivo e che l’amministrazione comunale responsabilmente avvii una seria e concreta riqualificazione oltre al riconoscimento della gratuità della sosta per i circa 1000 lavoratori stanchi di sentirsi come dei polli da spennare!

P. Del Prete

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