La Buona Scuola in dirittura d’arrivo? Tra “idee” e “provocazioni” lanciate dal Ministro resta un piano fortemente criticato dai precari della scuola

Abolizione degli scatti stipendiali ed avvio di una progressione legata al “merito”? Una “provocazione” di un ministro burlone. Anche i sindacati confederali in piazza a Roma il 17 febbraio

sitin_montecitorio1 febbraio – Tra le tante novità in merito alla riforma della “la Buona Scuola”, il ministro Giannini ha annunciato l’inserimento nelle scuole elementari di una materia da studiare in lingua inglese, già dal prossimo anno.

In un’intervista al Corriere della Sera, il ministro ha infatti dichiarato: “Nelle quarte e nelle quinte oltre alla musica e all’educazione fisica con insegnanti specialisti da settembre ci sarà la possibilità di avere veri e propri professori di inglese che insegneranno, in compresenza con la maestra, una materia in inglese, per esempio scienze, il cosiddetto Clil”.

Un cambiamento importante di cui potranno beneficiare i bambini che inizieranno il percorso scolastico dal prossimo anno.

Intanto il ministro Giannini è intervenuta anche in merito alla questione assunzioni, annunciando che dal prossimo 1 settembre saranno 150mila, con una media di 2 insegnanti in più per ogni istituto che dovranno ricoprire l’incarico scelto per almeno 3 anni.

“Vogliamo smaltire le graduatorie – ha poi aggiunto il Ministro – e dal prossimo concorso avremo insegnanti più giovani e preparati per le esigenze della scuola del futuro. Tra dieci anni l’età media sarà scesa di almeno 3-4 anni”.

In merito all’abolizione degli scatti stipendiali e all’avvio di una progressione legata al “merito”, così come era stata inizialmente prevista dalla riforma della “la Buona Scuola”, il ministro Giannini ha rilasciato dichiarazioni del tutto inaspettate, definendola una proposta assolutamente “provocatoria” a seguito della sonora bocciatura ottenuta dalle scuole italiane e dalla stessa consultazione governativa.

Ma a quanto pare, nonostante qualche rassicurazione di una “ministra provocatoria” lanciata dalle pagine di Repubblica, la riforma non convince il mondo della scuola se anche la lenta macchina dei sindacati confederali CISL, FLC CGIL e UIL SCUOLA, – dopo il sit-in di protesta organizzato a piazza Montecitorio dal 12 al 18 gennaio scorso da tantissimi comitati di base rappresentativi di chi nella scuola ci lavora -,  non starà a guardare, lanciando per il prossimo 17 febbraio una manifestazione dinanzi al Ministero dell’Istruzione di viale Trastevere proprio in merito al piano di immissioni del 2015.

La riforma della Scuola, secondo i sindacati, non sarebbe infatti in grado di risolvere il problema precariato, dal momento che sono migliaia i precari che pur insegnando da anni non sono inclusi nelle Graduatorie ad esaurimento e del concorso 2012, a cui è invece rivolta la proposta di assunzione.

Numerose perplessità emergono anche in merito all’opportunità di personalizzazione del curriculum durante il percorso scolastico; la proposta avanzata dalla VII Commissione cultura al Senato e approvata a maggioranza, prevedeva infatti la possibilità per gli studenti delle scuole superiori di scegliere delle materie da affiancare al curriculum di base, a seconda degli interessi personali.

Novità questa, del tutto smentita dal ministro Giannini che si è limitata a dichiararla una semplice “idea” che non farà parte della riforma della scuola, ma che al contrario sarà affidata all’organico funzionale l’eventualità di incrementare ed arricchire il curriculum con ulteriori progetti formativi.

Smentite inoltre anche le dichiarazioni del Sottosegretario Faraone che qualche giorno fa, aveva annunciato la presenza di un intervento specifico volto a ridurre il numero di studenti stranieri nelle classi.

Il progetto mirava a rispettare una percentuale indicativa pari al 20%, eventualità anche questa, subito smentita dal ministro Giannini che ha invece prontamente sottolineato che “l’integrazione non è questione di quantità ma di qualità”.

Tanti di conseguenza, i dubbi che permangono sui cambiamenti che la riforma “la Buona Scuola” potrà effettivamente determinare all’interno del sistema scolastico. Per approfondire leggi anche:

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