Inquinamento atmosferico, arriva il 2015 ed è già “mal’aria”

Polveri sottili alle stelle, Frosinone e Parma in testa alla classifica

polveri sottili2 febbraio – Il 2015 è arrivato da solo un mese eppure in molte città italiane è già record inquinamento.

Ben 32 i capoluoghi che hanno già sforato di 10 giorni la soglia massima giornaliera di pm14 e 10, tra cui svettano i centri urbani principali dell’area padana ma anche alcune grandi città del Sud, tra cui Roma con 12 giorni di superamento e Napoli con 11.

Tra le città che hanno registrato tassi di polveri sottili alle stelle, svettano Frosinone e Parma con ben 20 giorni di superamento del limite massimo giornaliero.

Un risultato questo, in linea con le medie dell’anno precedente per l’inquinamento da polveri sottili, Ozono troposferico e Ossidi di azoto.

Nel 2014 infatti, secondo i dati forniti dal rapporto Legambiente “Pm10 ti tengo d’occhio”, ben 33 su 88 sono risultati i capoluoghi in cui almeno una centralina di monitoraggio urbana ha registrato un superamento di oltre 35 giorni rispetto alle soglie consentite. Nonostante negli ultimi anni siano stati osservati dei miglioramenti per quanto riguarda la riduzione delle emissioni inquinanti nei principali centri urbani, i livelli di esposizione per i cittadini restano tuttora troppo elevati.

Già tre anni fa l’Italia era stata multata per i pessimi risultati registratisi in 55 zone nel periodo intercorrente tra il 2006 ed il 2007, proprio in merito al superamento delle soglie consentite di pm10.

Basti pensare che secondo il “Rapporto sulla Qualità dell’aria 2014” realizzato dall’Agenzia Europea per l’Ambiente, le morti premature per eccesso di inquinamento si sono susseguite negli ultimi anni, con circa 3400 vittime all’anno per quello da ozono (dato 2011) e circa 64.000 vittime per le polveri sottili; a quanto pare, vi è ancora in pianta stabile il record negativo tutto italiano in merito al numero di auto per ogni singolo abitante, in un rapporto di 65 ogni 100 rispetto alla media europea attestatasi a 48. Dati questi che dimostrano quanto l’Italia sia ancora troppo lontana dalla qualità della vita di cui possono beneficiare i cittadini europei.

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